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13 maggio 2016

Fra punti di domanda e triangoli amorosi.... le subject questions!

Una delle più celebri citazioni di Shakespeare è to be or not to be? That is the question (letteralmente: essere o non essere? questa è la domanda).

Della struttura interrogativa abbiamo già parlato, ma ci torniamo, anche perché, correzione dopo correzione, continuo a riscontrare che la struttura interrogativa crea grossi problemi agli studenti. Abbiamo già parlato della struttura interrogativa nei post del 17 febbraio, del 19 febbraio e del 7 marzo. Ora se tornate al post del 19 febbraio, troverete il link a una lezione di un corso della BBC Learning English dedicato appunto alle domande:

Asking Questions (Source: BBC Learning English © 2016 BBC)

Fra le domande presenti nella lezione ce n'è una che sfugge alle regole già illustrate nel post del 17 febbraio e rappresentate nello schema sulle domande che avevo fornito (Strutturare: la frase interrogativa) (disponibile anche dalla pagina dei Materiale scaricabile (downloads))


What makes you scream?

Questa domanda apparentemente non rispetta le regole per le domande che trovate nello schema. Si tratta infatti di una subject question, ovvero una domanda dove il pronome interrogativo What? funge da soggetto (nelle domande che trovate nello schema sulle domande interrogative le Wh-words erano sempre complemento, mentre il soggetto si trova in "posizione 2").

Questo cambiamento nella funzione logica dell'interrogativo altera completamente la struttura della domanda, che assume la stessa costruzione di una frase affermativa o negativa (nel caso di una struttura interrogativo-negativa). Osservate:

What      makes   you   scream?
Thunder  makes   me   scream. (i tuoni mi fanno urlare) thunder /ˈθʌn.dər/

How many people came to the party?   (quante persone sono venute alla festa?)
50 people             came to the party.

Who        hasn't handed in the form yet?   (chi non ha ancora consegnato il modulo?)
Mr. Biggs hasn't handed in the form yet.

Come potete notare, l'unica differenza fra la forma interrogativa e quella affermativa (o negativa) sta nella sostituzione del pronome interrogativo con il soggetto, e nell'aggiunta del punto di domanda. Per il resto non avviene nessun cambiamento.

Guardate ora la presentazione che ho preparato sulle Wh-questions, che riguarda sia le object questions che le subject questions. La disposizione dei quadrati colorati, che rispettano lo stesso codice colore già usato per la presentazione sulla struttura della frase affermativa e negativa dovrebbe aiutarvi a vedere chiaramente la differenza fra le due strutture.


Wh-questions - presentazione

Come potete notare, la disposizione dei rettangoli colorati nelle subject questions è identica a quella che avevamo trovato nelle frasi affermative e negative.

In italiano le cose funzionano un po' diversamente... osservate:

Chi   ama  Mary?      Tom ama Mary.
Who loves Mary?      Tom loves Mary.   (subject question)

Chi ama Mary?           Mary ama Jack.  (povero Tom!)
Who does Mary love?  Mary loves Jack. (poor Tom!)   (object question)

Ed eccoci ai triangoli amorosi...




Who does Tom love? - Who loves Mary?

Osservando la presentazione noterete che la struttura della domanda va scelta in base alla risposta che vogliamo ottenere: se sappiamo il nome di chi ama, ma non sappiamo chi è amato (chi è oggetto dell'amore altrui) dovremo scegliere le object questions (Who does X love?) dove Who? rappresenta appunto l'oggetto d'amore. Viceversa, se ci interessa sapere chi spasima d'amore per una persona nota, sceglieremo le subject questions (Who loves X?) dove Who? rappresenta la persona che si strugge d'amore.



Usate la presentazione per fare esercizio: guardate le immagini e provate a formulare domande e risposte... e attenzione ai cuori spezzati! 

Al prossimo post! E attenti alle domande che fate! 
...to love or not to love... That is the question!

17 febbraio 2016

La frase inglese 3: la struttura interrogativa

Oggi riprendiamo il discorso sulla struttura della frase inglese, affrontando le frasi interrogative.
Vi posso assicurare, sono una costante fonte di errore per chi impara l'inglese. Questo perché hanno una struttura molto diversa dall'italiano.
Partiamo con qualche esempio:

Dove sei tu da?
Eri tu a Londra con i tuoi amici lo scorso sabato?
Chi stai tu parlando con?
Che binario il treno per Londra parte da?

Penso che sia sufficiente per avervi dato un'idea della differenza fra la struttura dell'italiano e quella dell'inglese.

Questa volta vi mando a un PDF che ho preparato e che vi dà la possibilità di costruire frasi interrogative in modo corretto da subito!


Strutturare: la frase interrogativa


Consiglio sempre di iniziare tenendo lo schema davanti a sé e di costruire le domande stando bene attenti a posizionare gli elementi nella giusta colonna. Questo vi darà modo di interiorizzare l'ordine corretto, fino a che diventerà naturale e spontaneo!

Tutto chiaro? Benissimo, eccovi allora un link per esercitarvi online sulla struttura interrogativa. Mi raccomando, tenete lo schema davanti fino a che non vi sentirete abbastanza sicuri per fare senza!

Ego4u: ordine delle parole nella frase interrogativa

Buon lavoro!



5 febbraio 2016

La frase inglese parte 2: un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto!

Oggi torniamo ad occuparci della struttura della frase inglese. Nel post del 29 gennaio avevamo messo a fuoco una prima regola: in inglese il soggetto va sempre espresso, a differenza dell'italiano, dove in alcuni casi può restare sottinteso.

Un altro aspetto molto importante da considerare è l'ordine degli elementi che costituiscono una frase. Partiamo da alcuni esempi:

Luigi parla bene inglese.   S - V - M - Cp

Domani al lavoro (io) spiegherò tutto.  T - L - S - V - Cp


I lavori stradali stanno causando da alcuni giorni lunghe colonne. 
S - V - T - Cp

(noi) andiamo tutti i giorni al supermercato  S - V - T - Cp


Analizziamo i ora i vari elementi:

Luigi / io / i lavori stradali / noi = indicano il soggetto (S), ovvero la persona che compie l'azione

parla / spiegherò / stanno causando / andiamo = indicano l'azione che viene compiuta, e sono dunque la voce verbale (V)

inglese / tutto / lunghe colonne / al supermercato = indicano l'elemento su cui ricade l'azione del verbo, sono cioè il complemento principale (Cp)

Domani / da alcuni giorni / tutti i giorni = rispondono alla domanda "quando?, da/per quanto tempo?", costituiscono cioè il complemento di tempo (T), che appartiene al gruppo dei complementi secondari

al lavoro = risponde alla domanda "dove?" ed è dunque un complemento di luogo (L). Anch'esso è un complemento secondario

bene = risponde alla domanda "come?" ed indica dunque la modalità con cui si svolge l'azione, lo chiameremo dunque complemento di modo (M). Anch'esso appartiene al gruppo dei complementi secondari

Potrete notare come in italiano gli elementi si dispongano senza un ordine fisso. 

Ben diverso è il discorso per l'inglese, dove gli elementi della frase hanno un ordine fisso e piuttosto rigido:


Soggetto - Verbo - Complemento Principale - Modo - Luogo - Tempo

Vediamo dunque come si trasformano le nostre frasi:

Luigi speaks English well.

I'll explain everything at work tomorrow.

Roadworks have been causing long queues for days.

We go to the supermarket every day.

Facile, vero? Vedrete, molto più facile a dirsi che a farsi, è solo questione di prenderci un po' la mano! A questo punto però è importante esercitarsi per far diventare automatico e naturale questo modo di costruire le frasi!

Eccovi dunque dei links dove troverete esercizi su questo tema, tutti con correzione online:

Ego4u.com: ordine delle parole nelle frasi affermative

Cliccate anche su "go to order in Negative Sentences" e vedrete che lo schema che vi consente di disporre gli elementi della frase nell'ordine corretto rimane lo stesso!

Eccovi anche un secondo link. Nella pagina indicata sotto scegliete gli esercizi il cui titolo inizia con "word order": 

English-hilfen.de - ordine delle parole nelle frasi affermative e negative


A questo punto non mi resta che augurarvi buon lavoro! Vi aspetto al prossimo post!



29 gennaio 2016

La struttura della frase inglese 1: caccia al... soggetto!

In un precedente post avevamo già riflettuto su come la lingua inglese e italiana abbiano strutture diverse, al punto che se volessimo tradurre una frase dalla nostra lingua all'inglese senza applicare nessuna regola di grammatica finiremmo per fare frasi incomprensibili.

Oggi inizieremo a parlare della struttura della frase.
Partiamo da alcuni esempi di traduzione letterale inglese/italiano:

"Io amo il gelato molto."
"Io conosco Tom bene."
"Io vado a Milano ogni settimana."
"Chi tu parli con?"
"Sei tu stanco?"

Niente di troppo particolare, direte! Ma sarete anche d'accordo nel dire che in italiano le stesse frasi potrebbero anche essere riformulate così:

"Amo molto il gelato."
"Conosco bene Tom."
"Vado ogni settimana a Milano."
"Con chi parli?"
"Sei stanco?"

Prima di tutto notiamo che sono sparite le parole "io" e "tu". In italiano, infatti, non è strettamente necessario esprimere "chi" compie l'azione (il soggetto), in quanto questa informazione è racchiusa nel verbo. Facciamo degli esempi:

"Parlo"                  Chi parla?  Io!
"Parliamo"             Chi parla?  Noi!
"Parli"                   Chi parla?  Tu!

In inglese invece le voci verbali hanno poche o nessuna variazione:

I speak          (parlo)
You speak      (parli)
We speak       (parlano)
They speak    (parlano)

In pratica se non specifichiamo chiaramente chi parla, sarà impossibile capirlo dal verbo!

Ecco allora la prima regola di costruzione della frase inglese:

in inglese il soggetto va sempre espresso, anche quando in italiano è possibile farne a meno (in termini tecnici, è possibile omettere il soggetto).

Ogni volta che usate un verbo (a meno che non si tratti di una forma imperativa) dovete assicurarvi che sia preceduto da un elemento che funge da soggetto. 
Se proprio non avete a disposizione 
un nome proprio (Tom, Mary, John and Paul), 
un nome comune (the teacher, my mum, my parents) 
o un'espressione formata da più parole (the new girl in your class, the train to Leeds) 
potete sempre ricorrere a un pronome soggetto.
I pronomi soggetto sono i seguenti:

I        (io)
you    (tu - voi)
he      (egli - lui)
she    (lei)
it        (esso)
we      (noi)
they    (essi - loro)

Ecco dei links per esercitarvi a usarli correttamente:

Ego4u: pronouns subject form

English hilfen - personal pronouns (subject form) ex. 1

English Hilfen ex. 2

English Hilfen ex. 3


E' una regola molto importante e ci ricorda ancora una volta che per imparare una lingua non basta memorizzare una serie di vocaboli, ma bisogna anche capirne la logica e imparare a strutturare il nostro pensiero in modo diverso,
lasciandoci alle spalle vecchie abitudini di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli! 
A presto!

24 gennaio 2016

Lingue diverse, strutture diverse

"Dove sei tu da?" - "Quanto vecchio sei tu?" - "Io sono caldo." - "Io ho una colazione nella mattina."

Le frasi (in pessimo italiano!) scritte sopra, altro non sono se non la traduzione letterale di alcune semplici frasi inglesi. Se un inglese tentasse di parlare italiano senza conoscere le nostre regole di costruzione, parlerebbe più o meno così! 
Ovviamente il ragionamento funziona anche al contrario: se noi tentassimo di parlare inglese senza apprenderne la struttura, finiremmo per fare frasi altrettanto strane!

"From where come?" - "How many years have?" - "I have got hot." - "I make breakfast the morning."

La lingua italiana e la lingua inglese hanno dunque una struttura molto diversa.

Avremo dunque bisogno di imparare non solo i vocaboli che ci servono per parlare (il lessico), ma anche le regole che servono per comporre frasi che siano efficaci nel comunicare il nostro pensiero (la grammatica appunto).

Potremmo immaginare di voler costruire un edificio: le parole saranno i nostri materiali da costruzione (mattoni, cemento, ecc), mentre le regole grammaticali forniranno il progetto con cui disporli in modo tale che la casa che costruiamo sia solida e funzionale.

Solo allora l'inglese che parleremo sarà corretto, piacevole da sentire, e soprattutto comprensibile!

"Where are you from?" - "How old are you?" - "I'm hot." - "I have breakfast in the morning."