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2 gennaio 2021

Mio o tuo? Quando poche lettere fanno tutta la differenza!

Iniziamo il 2021 all'insegna di un "piccolo grande" argomento della grammatica inglese: i pronomi personali e i possessivi.

Si tratta in assoluto di uno dei primissimi argomenti con cui qualsiasi studente si trova ad avere a che fare ma, ahimè, a volte finisce per diventare fonte di "scandalo" per gli insegnanti (che non si capacitano di errori tanto gravi anche a distanza di anni) e fonte di mal di testa per i malcapitati studenti, che continuano a fare confusione fra le varie "paroline" di questa importante categoria grammaticale.

Eh già, perché sbagliare i pronomi - o i possessivi - può dare origine ai peggiori errori, ovvero quelli che fanno passare il significato errato. Una situazione tipica è quella di studenti interrogati che anziché dire "my" per parlare della propria famiglia (es. "my brother is a student") dicono "your": tipicamente la mia reazione è "My brother?! I don't have a brother!". E questo, non per crudeltà nei confronti del malcapitato (al contrario!) ma perché voglio lanciare un messaggio forte: sbagliare possessivo può rendere la comunicazione assurda!

Nel corso della mia carriera di insegnante - ormai più di vent'anni - ho provato varie strategie, spesso traendo ispirazione dal lavoro di altri colleghi, anch'essi alle prese con l'annosa questione dei pronomi. In una qualche cartella del mio pc ho ancora delle batterie di decine e decine di frasi a completamento che usava una mia ex-collega nel tentativo di far automatizzare agli studenti l'uso corretto dei pronomi. Erano anni in cui uno dei luoghi tipici di incontro delle prof di inglese era davanti alla fotocopiatrice, dove ci scambiavamo consigli, materiali e anche qualche lamentela!

Ora le cose sono cambiate, e in meglio per molti aspetti: se voglio dare ai miei studenti la possibilità di fare esercizi extra mi basta dare loro dei links. Gli esercizi online hanno l'importante vantaggio di dare un feedback immediato sugli errori. Ovviamente prima di assegnarli controllo personalmente i siti, svolgendo anche alcuni degli esercizi per assicurarmi della qualità delle correzioni. 

Anche le dispense che preparo per i miei studenti sono cambiate negli anni: se prima si trattava di schede che riportavano regole ed esempi e, occasionalmente, qualche tabella, nel tempo l'impatto grafico è aumentato sempre più, mentre sono diminuite le parti descrittive. Non occorre, infatti, fare lunghe ed elaborate ricerche su internet per scoprire che l' "attention span" della "generazione z" è di appena 8 secondi. E dunque? Tabelle di veloce lettura con immagini che fungono da spiegazione, esercizi online da fare anche "on the go", e la speranza che il mio sforzo di adattamento porti a qualche buon risultato per i miei studenti: se c'è una generazione per cui l'inglese è destinato a diventare uno strumento essenziale sono probabilmente proprio loro!

E quindi bando ai discorsi: è il vostro turno di cimentarvi con queste "piccole parole" per evitare che diventino "grandi grattacapi"! 


Tabelle "take-away" di mia creazione:

Pronomi personali (©www.english-how.it)

Aggettivi e pronomi possessivi (©www.english-how.it)

Tabella sinottica pronomi personali e possessivi (©www.english-how.it)


Esercizi "on the go":

Dal sito test-english (© 2016-2020 Copyright: test-english.com)

1) Possessive adjectives and subject pronouns (I/my, you/your, etc.)

2) Object pronouns vs Subject pronouns: me or I? she or her?

3) Subject and object pronouns, possessive pronouns and adjectives


B) Dal sito englisch-hilfen.de (© 1999-2021 englisch-hilfen.de)

Pronouns: English Grammar Exercises: potete svolgere i seguenti esercizi: 3111, 3113, 3115, 3169, 3125, 3135, 3163, 3137, 3139, 3117, 3165, 3121, 3123, 3133, 3127, 3129, 3131, 3119, 3167


Come vedete, le occasioni per esercitarsi non mancheranno... Cosa aspettate? 
It's your turn to set out to become a "pronoun-pro"! 
Keep up the good work! To the next post!

https://it.freepik.com/

9 marzo 2020

Ipotesi, supposizioni, deduzioni... elementare Watson!

Elementary, dear Watson!

Frase celebre, che richiama subito alla mente il famoso detective uscito dalla penna di Arthur Conan Doyle e "rinverdito" nella recente (e avvincente) serie TV interpretata da un intrigante Benedict Cumberbatch e da un egregio Martin Freeman. In realtà, se leggete la pagina del Macmillan Dictionary Online relativa alla celebre  (© Macmillan Education Limited 2009–2020) scoprirete che la frase non compare mai nei libri di Doyle!

A ogni modo, noi oggi vogliamo parlare di un argomento che riguarda i verbi modali usati in inglese per esprimere ipotesi, supposizioni o deduzioni. Ovvero dei Modals of Deduction, così come sono nominati negli indici dei libri di grammatica.

Si tratta di verbi modali usati per esprimere ipotesi o deduzioni a un diverso grado di certezza: andiamo da una quasi certezza (negativa o positiva) a situazioni intermedie (fifty/fifty).

Come introduzione all'argomento, guardate il seguente video del British Council Learn English (© British Council)




Soffermiamoci per un attimo sull'immagine finale:


Come si diceva prima, ogni volta che formulo un'ipotesi o una deduzione posso trovarmi sostanzialmente in 3 diverse situazioni:

1) MUST: sono certo che qualcosa sia vero, accadrà o sia accaduto (ritengo la probabilità aggirarsi intorno al 100%) 
2) MAY / MIGHT / COULD: sono incerto sul fatto che qualcosa sia vero, accadrà o sia accaduto (dal 30 al 60% circa di probabilità)
3) CAN'T: sono certo che qualcosa non sia vero, non accadrà o non sia accaduto (100% probabilità) 

Altri modali usati per esprimere questo tipo di ipotesi sono SHOULD / OUGHT TO.

Tutto chiaro? Forse no, ma non vi preoccupate. Ho preparato per voi una scheda riassuntiva, con una tabella molto semplice e delle spiegazioni più dettagliate per chi volesse approfondire:


Altra risorsa online che può esservi molto utile è il seguente video della serie "English in a Minute" dal sito BBC Learning English:


Dopo aver guardato il video, scorrete in fondo alla pagina e troverete un piccolo quiz con cui verificare quanto appena studiato.

Se preferite un approccio più tradizionale, con spiegazioni, tabelle, esempi ed esercitazioni, allora vi rimando alle seguenti risorse online:





In particolare agli ultimi due link trovate delle tabelle molto chiare su come costruire le voci verbali che utilizzano questi modali.

Ora per concludere, ecco alcune domande rivoltemi dai miei studenti stamattina durante la lezione in "classe virtuale" ai tempi del corona virus...

1) Il verbo modale cambia, a seconda che l'ipotesi o la deduzione siano riferite al presente o al passato?
No, il verbo modale rimane al presente. Ciò che cambia è il verbo principale, secondo il seguente schema:

IPOTESI RIFERITA AL PRESENTE: 
must/can't/may + forma base del verbo principale

IPOTESI RIFERITA AL PASSATO: 
must/can't/may + have + past participle del verbo principale

2) Dunque uso "must" o "can't" quando mi sento sicuro della mia ipotesi e "may/might/could" quando invece sono incerto?
Esatto. L'uso di must e can't segnala che ho dei buoni motivi per ritenermi sicuro delle mie deduzioni (insomma, ho delle "prove" che mi permettono di "inchiodare" la mia ipotesi, proprio come Sherlock Holmes inchiodava il colpevole!), mentre l'uso degli altri verbi (may/might/could) segnala che mi sento incerto, e che sto formulando delle ipotesi un po' "a tentoni"! (insomma, più stile Watson...).

Benissimo, dopo questa "corposa" (ma completa!) lezione dedicata ai "modals of deduction", direi che siete pronti a cimentarvi come perfetti detective britannici!

Elementary, dear Watson!    

24 febbraio 2020

Tempi verbali inglesi... semplifichiamoci la vita con una "vista a volo d'uccello"!

Come avete visto dal precedente post (Districarsi fra i passati? Mission possible!) stiamo affrontando i tempi passati inglesi. Prima di proseguire il discorso, però, vi voglio proporre una visione d'insieme dell'intero sistema dei tempi verbali inglesi.

In realtà si tratta di un sistema più semplice di quello italiano, se non altro per il numero inferiore di tempi verbali (guardate le tabelle dei verbi di una grammatica italiana e mi darete ragione!).

Una preziosa risorsa che ho individuato nel corso degli anni per semplificare la vita ai miei studenti e far loro capire la logica del sistema dei tempi verbali inglesi è il diagramma del sito ego4u.com, che potete trovare al seguente link:

Diagram of English Tenses (© ego4u.com) 

Come potete vedere, tutto il sistema risponde in realtà a una logica molto semplice:

esistono 4 tipologie di tempi verbali su ogni asse temporale (passato, presente, futuro). Ogni voce verbale fornisce delle precise indicazioni:

- tempo verbale (tense), che indica quando si è svolta l'azione: passato, presente, futuro;

- aspetto verbale (aspect), che fornisce la prospettiva di chi parla sull'azione descritta. Lo stesso evento può essere descritto in modi diversi, a seconda di quello che vogliamo sottolineare:
  - riguarda un momento limitato o un periodo prolungato?
  - è temporaneo o permanente/abituale?
  - è in corso di svolgimento o già concluso?
In inglese avremo dunque i seguenti aspetti verbali: simple, continuous (o progressive), perfect and simple, perfect and continuous (o progressive);
In realtà il discorso sugli aspetti verbali è abbastanza complesso, per cui vi dedicherò un intero post più avanti. Ma per il momento è già importante prendere consapevolezza di questo importante elemento. 

Per chiarirvi meglio le idee su questo punto potete far riferimento a una lezione dal sito BBC Learning English 

BBC Masterclass - Aspect (© Copyright 2020 BBC)- 
l'attività si compone di un video, una spiegazione e un quiz finale (trovate tutto al link che vi porta alla pagina della BBC)


-  forma verbale (voice): a seconda che il soggetto compia o subisca l'azione sarà attiva o passiva. Ci sono 4 tempi verbali che non possono essere usati al passivo: present perfect continuous, past perfect continuous, future continuous and future perfect continuous. Fatta eccezione per questi quattro, tutti gli altri tempi verbali - ovviamente se riferiti a un verbo transitivo - possono avere la forma passiva.

Dall'incrocio dei primi due elementi otteniamo 12 tempi verbali (li vedete nel diagramma), ma in realtà la logica che li governa risponde a 4 criteri fondamentali che si ripetono sui 3 assi temporali, cosa che il diagramma fa capire in modo molto immediato grazie all'uso delle frecce e dei simboli. 

Vediamo dunque insieme quali sono questi 4 criteri:

- voci verbali "simple" (past simple, present simple, future simple che corrisponde a will+forma base): usato per dare la sequenza principale di eventi, per eventi che si verificano regolarmente, sono veri in generale o per lunghi periodi e per eventi che costituiscono il punto di riferimento del discorso;

- voci verbali "continuous" (dette anche progressive) (past continuous, present continuous, future continuous): eventi in corso di svolgimento nel momento preso a riferimento (dei quali non mi interessa l'eventuale completamento); eventi temporanei o di durata limitata;

- voci verbali "perfect simple" (past perfect simple, present perfect simple, future perfect simple): eventi che si sono svolti in un momento precedente a quello che fa da punto di riferimento ma hanno un impatto su di esso grazie al loro risultato; situazioni iniziate in un momento precedente a quello preso a riferimento ed ancora in corso;

- voci verbali "perfect continuous" (dette anche perfect progressive) (past perfect continuous, present perfect continuous, future perfect continuous): gli eventi sono iniziati in un momento precedente a quello preso a riferimento e sono appena terminati (ma hanno lasciato delle tracce evidenti) o sono ancora in corso; uso questa forma per mettere in risalto la durata o la continuità dell'azione.

Facile vero? Con un semplice colpo d'occhio potete avere idea di come interagiscono fra loro i diversi tempi verbali inglesi, e applicando dei semplici ragionamenti logici darvi ragione del funzionamento di ben 12 tempi verbali!

Cosa aspettate a fare pratica per mettere alla prova le vostre nuove intuizioni? Ecco a voi qualche link per gli esercizi dal sito https://www.test-english.com:

Review of verb tenses A2 (© test-english.com) 

Review of verb tenses B1 (© test-english.com) 

Review of verb tenses B1-B2 (© test-english.com) 


Per ogni link troverete due schede: 

- Explanation: qui trovate tabelle esplicative ed esempi per ripassare le regole;
- Exercises: qui trovate 3 o 4 esercizi sull'argomento, tutti corretti online. 

La cosa molto bella di questo sito è che quando cliccate sul tasto "check answers" è che vi vengono fornite non solo le soluzioni di ogni frase ma anche la spiegazione del perchè quella sia la risposta corretta. Ultimamente ho usato questo sito per il programma di ripasso con alcune mie classi, e l'ho trovato davvero valido e corretto!

Non vi resta che mettervi al lavoro: tenete pronto il diagramma di ego4u.com e svolgete gli esercizi online... e finalmente il sistema dei tempi verbali inglesi non vi sembrerà più una macchina per torturare gli studenti! 

Naturalmente per approfondimenti su tempi specifici potete fare riferimento ai mie altri post sui tempi verbali, che trovate nella pagina di riepilogo degli argomenti grammaticali: Strutturare (Grammatica)

Infine, un idiom inglese per spiegare l'immagine di oggi: in inglese usiamo l'espressione inglese "bird's eye view" (letteralmente vista con occhio di uccello) per indicare, appunto, una visione dall'alto - e dunque d'insieme, proprio come quella che vi ho proposto oggi!
Al prossimo post... obiettivo: volare liberi e leggeri da un tempo verbale all'altro! Keep up the good work... to the next post!

6 febbraio 2020

Districarsi fra i passati? Mission possible!

Ecco finalmente un post che volevo fare da molto tempo! Eh, sì, perché questo argomento è davvero una "bestia nera" degli studenti!  Complice l'italiano che non aiuta per nulla, la percentuale di errori che i poveri studenti accumulano quando si devono districare fra past simple, present perfect simple e present perfect continuous, anche dopo anni di studio della grammatica, è davvero notevole!

Schemi, spiegazioni, esempi... La rete ne è piena, tanto che a volte è difficile decidere quali usare, e si finisce annegare nelle acque perigliose dei tempi verbali inglesi! 

Niente paura: vi viene in soccorso english-how.it! Nel post di oggi vi fornirò
tutti i mezzi per centrare in pieno l'obiettivo e usare correttamente i tre tempi verbali di cui abbiamo parlato oggi!

 (© clipart-library.com)


Prima di tutto cliccate sul seguente link e trovate

un semplice schema per costruire in maniera corretta il present perfect simple e il present perfect continuous senza confonderli:

how to form the present perfect simple and present perfect continuous (© english-how.it)

è uno schema che si basa su una semplice strategia pratica... contare fino a 3! 

Ho poi creato anche una mappa concettuale che vi aiuterà a districarvi in questo argomento tramite una serie di semplici criteri: scegliete di volta in volta quello che si applica alla situazione di cui dovete parlare e avrete come risultato il tempo verbale che vi serve, senza possibilità di errore!

mind map: past simple, present perfect simple or present perfect continuous? (© english-how.it)

Infine, com'è nella tradizione di english-how.it, eccovi alcuni links a siti dove trovare ulteriori spiegazioni/esempi e soprattutto esercizi per mettere in pratica questi ragionamenti.


Per capire meglio l'argomento vi propongo prima di tutto questo simpatico video del British Council Learn English (© British Council) - con Johnny Grammar che vi illustra come usare questi tempi verbali! 

Un altro video è quello proposto dal British Council Learn English Teens (© British Council),  corredato da spiegazioni ed esercizi:

Present perfect simple or continuous - British Council Learn English Teens 

Avete solo pochi minuti a disposizione? Allora gli episodi di "6 Minute Grammar" sono quelli che fanno per voi:

6 Minute Grammar: past simple or present perfect? (© BBC Learning English ) 

6 Minute Grammar: present perfect continuous (© BBC Learning English ) 

Volete testare la vostra grammatica in un modo originale? Allora sempre nel sito BBC Learning English potete trovare quello che fa per voi...  "The Grammar Gameshow":

The Grammar Gameshow - Episode 4 "The present perfect simple and continuous" (© BBC Learning English) 

The Grammar Gameshow - Episode 29: "Present perfect and past simple" (© BBC Learning English) 

Se invece cercate modalità più tradizionali per esercitarvi, potete fare riferimento alle seguenti lezioni del sito ego4u per trovare tabelle di confronto ed esercizi sull'argomento:
 
present perfect simple or continuous - ego4u (© ego4u.com) 

simple past or present perfect simple (© ego4u.com) 


Al prossimo post! Keep up the good work!


20 marzo 2018

Past simple or past continuous? Dipingiamo quadri nel passato!

Oggi proseguiamo il discorso iniziato con il post Iniziamo il viaggio nel passato "semplice"... affrontando l'annoso problema dei verbi irregolari! mettendo a confronto due tempi che si incontrano spesso insieme nei racconti di eventi passati, ovvero il past simple e il past continuous.

Naturalmente, chi di voi non avesse ancora molta dimestichezza con la struttura di questi due tempi verbali, farà bene a rinforzare prima le due strutture singolarmente, in modo da non creare indebite confusioni!

Eccovi, dunque, alcuni links per lavorare sulla struttura di questi due tempi - non avrete che da seguire il percorso di esercizio in esercizio per costruirvi una solida competenza di produzione di questi due tempi passati!

English Grammar Online: Simple Past (© ego4u.de)

Il sito del British Council propone due Grammar Videos, dedicati rispettivamente ai verbi irregolari e regolari, e corredati di spiegazioni ed esercizi:

British Council Learn English Teens: Past Simple, Irregular Verbs (© British Council)

British Council Learn English Teens: Past Simple, Regular Verbs (© British Council)

Più "seriosa", ma ovviamente precisa ed esaustiva, la pagina del British Council Learn English versione "adulta" (sfondo verde), anche questa corredata di un esercizio con correzione automatica:

British Council Learn English: Past Simple (© British Council)

Ci spostiamo ora su altri siti dedicati alla grammatica inglese, dove potrete trovare schemi ed esercizi per diventare infallibili nell'utilizzo del simple past!

English Grammar Online: Past Continuous (© ego4u.de)

Grammar Explanations - Simple Past - (© englisch-hilfen.de) (in fondo alla pagina trovate i links per gli esercizi)


Sempre utilizzando varie tipologie di risorse online, potrete esercitarvi sulla struttura del past continuous (chiamato anche past progressive) in modo da creare frasi perfette in questo tempo verbale.

Grammar Explanations - Past Progressive (© englisch-hilfen.de)

English Grammar Online - Past Progressive (© ego4u.com)

British Council Learn English - Past Continuous (© British Council)


Naturalmente ora il problema che si pone è quando usare un tempo piuttosto che l'altro... Niente paura! Ho preparato una dispensa che spero vi renderà tutto più chiaro! Leggetela con calma e studiatevi i grafici che ho preparato, e nel caso di dubbi, lasciate un commento al post, così potrò cercare di fugare i vostri dubbi! Allora? Pronti a dipingere quadri nel passato?


Past Simple or Past Continuous? Dipingiamo quadri nel passato!


© www.english-how.it

A voi i pennelli dei tempi verbali! 
Keep up the good work! To the next post!

6 febbraio 2018

Piccole parole... grandi grattacapi! Impariamo a usare correttamente "all"!

Come già detto altre volte (vedi il post Lingue diverse, strutture diverse, Le mille insidie della traduzione... è (anche) una questione di ordine!) l'esercizio di traduzione dall'italiano all'inglese si rivela uno dei più difficili per gli studenti.
Il problema deriva dal fatto che quando pensiamo in italiano, usiamo strutture italiane che non è detto abbiano un corrispondente inglese. Molto spesso il problema deriva anche dall'uso dei vocaboli. Non è detto, infatti, che a una parola italiana corrisponda una sola parola inglese, e viceversa.

La traduzione di alcuni vocaboli, ad esempio "molto/molti" o "tutto/tutti" si presenta particolarmente "tricky", al punto che come insegnante ho imparato a stare attenta a "dosarli" negli esercizi di traduzione, per evitare spiacevoli... disastri generali! Naturalmente, consapevole di come la traduzione di alcuni concetti sia spesso fonte di errori, cerco di aiutare i miei studenti con schede e schemi che li aiutino a evitare di cadere in quelle che si presentano come vere e proprie "trappole per studenti"!

Ogni parliamo, dunque, di uno dei possibili modi di tradurre l'italiano "tutto", ovvero del vocabolo all. Mi raccomando, non è, come vedremo più avanti, l'unico modo di tradurre "tutto", ma è sicuramente quello che gli studenti associano più frequentemente al vocabolo italiano.

Partiamo da una prima considerazione: all appartiene alla categoria dei "determiners" ovvero dei "determinanti" cioé quegli elementi linguistici che servono a caratterizzare un sostantivo (es. articoli, possessivi e simili). Inoltre può essere usato anche come avverbio o pronome. Nell'utilizzo di all in riferimento a sostantivi, pronomi, aggettivi, avverbi o preposizioni o come pronomi, bisogna prestare attenzione ad alcuni dettagli, che ho schematizzato nella tabella di cui al link sottostante:

All: Usage Notes - www.english-how.it

Rimane poi l'utilizzo di all in una serie di espressioni fisse, di cui potete trovare definizioni ed esempi nella maggior parte dei dizionari. 
Eccone alcune:

above all più di ogni altra cosa

after all  dopotutto, nonostante tutto. Tom's not here yet - I guess he's not coming after all!

after/when  all is said and done in fin dei conti - alla fine della fiera

at all usato in frasi negative, per rafforzare il significato - traducibile con "per nulla/ per niente" eg. I don't like fish at all. As a matter of fact, I can't stand it!
  for all I know (per quello che ne so io)

for all I care (per quello che mi interessa)

of all the... stupid things to say / silly things to do, etc. (di tutte le stupidaggini) - espressione informale per esprimere rabbia

of all... people / days / things, etc. usato per esprimere sorpresa per fatto che una persona, cosa, luogo sembrano i meno probabili in una certa situazione.
eg. I thought that you, of all people, had understood the situation!

Potrei continuare ancora, ma avrebbe davvero poco senso cercare di fare il duplicato di un dizionario, quindi vi rimando a dei links dove potrete "saziarvi" di espressioni che includono all!

all: word reference (© 2018 WordReference.com)

all: Oxford Learner's Dictionaries (© 2018 Oxford University Press)

all: Cambridge Learner's Dictionary (© Cambridge University Press 2018)


Per altre precisazioni sulle varie modalità di utilizzo di all, vi segnalo la pagina della:

English Grammar Today (© Cambridge University Press 2018)


What are you waiting for? After all, you don't have all the time in the world! Come all aboard for our voyage on the stormy sea of the English Language. Don't worry! It's all under control!



So, is it all clear? I hope you've learnt all about... "all"! And, above all, I hope you've had fun with today's post! Keep up the good work... to the next post!

13 gennaio 2018

Iniziamo il viaggio nel passato "semplice"... affrontando l'annoso problema dei verbi irregolari!

Oggi iniziamo a parlare del passato! Inizieremo con il simple past (o past simple che dir si voglia!). E' solitamente il primo tempo passato inglese ad essere introdotto, e dal punto di vista strutturale funziona come il present simple, con gli opportuni adattamenti (vedremo meglio in un post successivo).

Tempo principe per le narrazioni degli eventi passati, il past simple si usa ogni volta che vogliamo raccontare una sequenza di eventi avvenuti nel passato. A dispetto del suo nome "semplice", il simple past presenta una sfida importante: imparare a memoria i verbi irregolari! Ma noi siamo pronti ad affrontarlo coraggiosamente, "lancia in resta"!






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Per vedere come si realizza tecnicamente il simple past dei verbi inglesi, vi rimando 
al seguente link:
english-hilfen.de - grammar explanations: simple past (© english-hilfen.de 1999-2018)

come potete notare, per la forma affermativa abbiamo due alternative:

1) verbi regolari: forma base del verbo + desinenza -ed
In questo caso ci sono alcune variazioni ortografiche di cui tener conto, e anche delle semplici regole di pronuncia.
Per le varianti ortografiche che si rendono necessarie quando si aggiunge la -ed potete fare riferimento al seguente link:

Spelling of verbs in the Simple Past (© englisch-hilfen.de)

Per ciò che riguarda la pronuncia della finale -ed (uno dei punti dolenti della pronuncia di molti italiani!) per il momento potete fare riferimento al seguente link:
Pronunciation of -ed in the Simple Past (© englisch-hilfen.de)
ma mi riprometto di tornare sull'argomento con un post dedicato!


2) verbi irregolari: seconda colonna del paradigma (da imparare a memoria!)


Niente di concettualmete difficile dunque. Rimane però l'annoso problema dei paradigmi da imparare a memoria. E quando dico imparare, intendo dire che per ogni verbo irregolare dobbiamo memorizzare 5 informazioni:

- significato (dunque traduzione in italiano o definizione in inglese)
- pronuncia corretta (molto importante!) - a questo proposito, vi segnalo che se cercate il verbo nell'Oxford Learner's Dictionary Online (© 2018 Oxford University Press) e cliccate su Verb Forms potrete vedere la scrittura fonetica e ascoltare la pronuncia di tutte le voci del verbo irregolare!
- forma base (base form)
- simple past
- past participle

Si tratta di un apprendimento puramente mnemonico, dunque può aiutare applicare delle tecniche di memorizzazione che aiutino a rendere più efficace lo sforzo. Molti infatti si limitano a imparare (o a tentare di imparare!) la lista di verbi in ordine alfabetico proposta dal proprio libro di testo, senza effettuare nessuna forma di elaborazione personale!

Vediamo dunque di individuare alcuni metodi utili:

1) metodo classico (sempre utile!): prendere un foglio di carta (o elettronico, consigliato in questo caso un foglio di calcolo) e dividerlo in quattro colonne: 

a) translation 
b) base form 
c) simple past 
d) past participle 

copiare almeno una volta (in realtà sarebbe importante farlo più di una volta) i paradigmi è un ottimo aiuto per imparare lo spelling corretto! 

Il foglio così costruito servirà anche per auto-testarsi: schermando 3 colonne e lasciandone esposta solo una potrete ricostruire il paradigma partendo dalla voce data. E' importante fare questo esercizio partendo da uno qualsiasi dei quattro elementi, in modo da saper ricostruire il verbo partendo da una qualsiasi delle sue voci o dal significato. A tal fine si rivela molto utile un foglio di calcolo: sfruttando l'opzione "nascondi colonna" potrete far sparire (temporaneamente!) alcune colonne, sfruttare quelle vuote per scrivere le voci mancanti e poi far riapparire le colonne nascoste (con il comando "mostra colonna"), per controllare l'esattezza delle risposte. 
E' molto importante che in questo caso vi valutiate: assegnatevi dei punti per ogni risposta corretta e calcolate la percentuale ottenuta! Ovviamente il vostro obiettivo sarà il 100%, ma è comunque sempre interessante sapere da dove si parte!
Per una lista dei principali verbi comprensiva di audio cliccate sul link seguente:

Irregular Verbs List with Audio ( © Oxford University Press, 2018)

Per una classica tabella dei paradigmi dei principali verbi inglesi cliccate su:

Table of irregular verbs (© Cambridge University Press 2018)


2) metodo per gruppi o "a filastrocca" (sfrutta i suoni simili dei paradigmi)
Con questo metodo i verbi con paradigmi simili vengono raggruppati, così da aiutare la memoria fornendo degli agganci sonori. 

Nello spirito di questo blog (essere una mappa per "navigare" fra le risorse online), vi propongo alcuni links dove troverete una lista di verbi irregolari organizzati per gruppi in base a diversi criteri.

a) Nella prima lista i verbi sono raggruppati in base ai seguenti criteri:

1) verbi che rimangono inalterati nelle 3 voci: es. cut, cut, cut
2) verbi che hanno la stessa forma per past simple e past participle: es. bring, brought, brought
3) verbi in cui le tre voci sono diverse, es. speak, spoke, spoken

Common irregular verbs grouped (© LangVid Language Training, 2011)

b) La seconda lista (più completa) tiene conto dei sound patterns, ovvero delle assonanze, e raggruppa dunque i verbi dove si trovano gli stessi suoni (effetto "filastrocca"):

Irregular verbs grouped (www.englishirregularverbs.com)


3) esercitatevi in tutti i modi possibili! Ecco alcune proposte (serie o semi-serie!)

a) memory game: costruite il vostro memory game con i verbi irregolari, magari sfruttando delle immagini per renderlo più accattivante. Organizzate delle sfide con i compagni di corso (vi assicuro, il divertimento è assicurato anche per gli adulti!).
Cliccate sul link sottostante per trovare 3 sets di flashcards relative ai verbi più comuni (regolari e irregolari) con tanto di immagini:

Past Tense Flashcards (© 2005 - 2018 MES-English.com)

b) preparate dei quiz o fate quiz online da soli o con altre persone: e che sia una sfida all'ultimo passato! 
Al seguente link troverete una tabella dei principali verbi irregolari e un quiz relativo ad essi:
British Council Learn English: Irregular Verbs (© British Council)

Su Quia trovate un simpatico quiz per uno o due giocatori con quesiti a diversi gradi di difficoltà (i più difficili valgono più punti!):
English Irregular Verbs - Challenge Board (© IXL Learning)

Il MacMillan Dictionary propone invece una simpaticissima ruota dei verbi irregolari! In un quiz a scelta multipla dovrete individuare: l'infinito, il simple past, il past participle, la forma in -ing e la terza persona singolare del present simple! Davvero molto utile! (Necessaria l'ultima vesione di Flash Player, scaricabile dalla pagina stessa, perché il gioco funzioni!)
Tra l'altro c'è un tempo limitato entro cui completare la sfida, il che la renderà più emozionante!
Irregular Verb Wheel Game (© Macmillan Publishers Limited 2009–2018)


c) fate esercizi online in quantità! Ecco alcuni links:

Irregular Verbs Exercises (© www.englisch-hilfen.de)

List of Irregular Verbs + Exercises (© www.ego4u.com)

d) ogni volta che imparare un nuovo verbo, imparate il suo paradigma! Questo vi permetterà di riconoscere anche i verbi regolari... Perché l'unico criterio per sapere se un verbo è regolare è quello che... non sia irregolare!! 


d) approfittate di occasioni quotidiane per ripassare i verbi!

- Canticchiate i paradigmi sotto la doccia! 

- Disseminate la casa di cartelli o post-it con i paradigmi che trovate più difficili! Un esempio: sopra la pila di biancheria intima pulita, mettere un cartello con 2-3 paradigmi! Sarete costretti a guardarli una volta al giorno! Preparate un certo numero di cartelli e fateli ruotare... Nel giro di una settimana li avrete ripassati tutti! Appendete cartelli o biglietti adesivi alla porta del frigo, al vasetto del caffè, sull'anta del mobiletto dei bicchieri! 

- Impostate dei promemoria nel calendario del cellulare con alcuni paradigmi, in modo da vederli a intervalli regolari... Fate in modo che lo stesso verbo compaia più volte con una frequenza decrescente. Questo aiuterà a fissarlo nella memoria a lungo termine!

Bene, direi che anche per questo post il materiale non manca! Non vi resta che mettervi al lavoro sui paradigmi dei verbi irregolari senza scoraggiarvi! Con la pratica costante otterrete sicuramente ottimi risultati! E soprattutto, vedetelo come un gioco... storico. Per citare Steven Pinker, un professore di Harvard che si occupa di psicologia e linguistica:
“Every time we use an irregular verb, we are continuing a game of Broken Telephone that has gone on for more than five thousand years.”

(ogni volta che usiamo un verbo irregolare, stiamo portando avanti un gioco di "telefono senza fili" che continua da più di cinquemila anni)

Dunque non vorrete essere proprio voi a interrompere questo gioco storico? Certo che no! Allora provate a mettere in pratica i consigli di questo post, oppure proponete i vostri nei commenti! E ricordate... non sono ammessi errori, altrimenti i risultati saranno disastrosi!



So, there's only one thing to do... Keep up the good work and learn irregular verbs!

© 2018 Oxford University Pre

1 gennaio 2018

Propositi per un nuovo anno privo di errori... almeno in grammatica!

Come primo post dell'anno affrontiamo un argomento che sta a cuore a molti studenti: migliorare i propri voti in inglese, soprattutto nei (famigerati) compiti scritti. Naturalmente il discorso può essere esteso a tutti coloro che stanno imparando l'inglese (o più in generale una lingua straniera). Quante volte è capitato di trovarsi a rifare lo stesso errore? 
Che ci crediate o no, la frustazione degli studenti va di pari passo con quella degli insegnanti... e credetemi, so di cosa parlo! Fra colleghi è comune la lamentela sul fatto che gli studenti continuano a riproporre gli stessi errori, nonostante l'inchiostro rosso versato e le spiegazioni ripetute talmente tante volte che ormai potremmo farle nel sonno!

Partiamo da una premessa fondamentale: per imparare ci vuole la giusta motivazione, bisogna essere disposti a metterci tempo e impegno! Ma anche chi è armato dalle migliori intenzioni si trova a volta frustrato da quella che sembra l'impossibilità di sradicare certi errori!

Quando devo spiegare in cosa consiste l'apprendimento della grammatica, uso spesso come immagine quella di una strada di campagna - quelle con i solchi dove passano i trattori, per capirci.

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Quando impariamo la grammatica dovremmo idealmente costruire dei solchi lungo i quali viaggiare quando ci troviamo a scrivere (o a parlare) - così da evitare di finire fuori strada (e farci male!).

Questa idea deriva dalla mia esperienza di apprendimento del tedesco (per chi è curioso di saperne di più, vi rimando alla pagina in cui mi presento).
Io non l'avevo studiato alle superiori, e sono partita da zero assoluto all'università. Armata di pazienza e di una buona scorta di quaderni, ho ricopiato tutti gli esercizi dei libri di testo, svolgendoli prima oralmente e poi per iscritto, e tenendo sotto controllo le regole grammaticali per evitare errori nell'applicazione. Centinaia e centinaia di frasi, spesso molto simili, declamate ad alta voce e messe per iscritto... Eppure ha funzionato! Sono riuscita ad apprendere il tedesco in modo corretto, tanto che ancora adesso (nonostante il mio tedesco sia piuttosto arrugginito!) ricevo ancora complimenti per la buona impostazione grammaticale!

Vediamo di andare con ordine:

1) procurarsi un modello affidabile (un buon libro di grammatica - vedi ad esempio i posts Non solo rete... quando la carta fa la differenza! e Costruiamo i binari per far correre veloce e sicuro il treno del nostro inglese!) oppure un sito affidabile (potete trovare dei links alla pagina Credit Links  del mio blog), preferibilmente sotto forma di schema - di più immediata lettura.

2) armarsi di carta e penna - o di un programma di videoscrittura!

3) selezionare una regola e procedere con metodo - copiare le frasi dal libro o dal sito, recitandole e concentrandosi sulla regola che stiamo studiando in modo da focalizzare la propria concentrazione su quella regola.

Facciamo un esempio pratico: vi è stata corretta più volte la forma interrogativa del present simple - per un motivo che vi sfugge continuate a scordare di usare l'ausiliare quando costruite le domande. 

Andate, per esempio, alla pagina relativa a questo argomento del sito www.englisch-hilfen.de dove troverete delle tabelle con la struttura interrogativa del present simple (i colori aiutano a distinguere i vari elementi); scegliete un verbo (oppure riutilizzate le frasi dell'esercizio che avete sbagliato, per es. nel compito in classe) e - tenendo continuamente d'occhio la tabella - fate un certo numero di frasi... Quante? Beh, idealmente tante quante è necessario per rendervi conto che la struttura vi è diventata familiare!

Per errori di ordine più vario, quali ad esempio errori di ortografia (una parola che sbagliate spesso a scrivere) o lessico (confondete una parola per un'altra) potete ricorrere a dei metodi più... creativi e giocosi!

1) Quiz: preparate una lista di quesiti (es. "Come si scrive mercoledì?", oppure: "Riordina la seguente frase: very I much football like") e una lista con le relative soluzioni. Su un foglio di carta che terrete come foglio del punteggio scriverete la risposta (senza però sbirciare le soluzioni!) - e poi alla fine attribuitevi il punteggio. Potete decidere di dare punteggi diversi a seconda di quanto "antico" sia l'errore. Un errore ripetuto più volte avrà un punteggio più alto!

2) Foglietti adesivi: procuratevi dei foglietti adesivi di vari colori - create un vostro codice colore (es. rosa per i vocaboli, verde per la grammatica, giallo per l'ortografia, fucsia per la sintassi, azzurro per le collocations...) e trascrivete su di essi la versione corretta dell'errore che volete estirpare. In pratica il modello corretto che volete sostituire all'errore. E poi sorprendentevi appiccicando foglietti in giro per casa (lo specchio del bagno, le ante della cucina, ecc.) - anche qui, create una gerarchia - gli errori più gravi e più "assestati" avranno la precedenza nell'occupare i posti più in vista! Quando vi sembrerà di aver memorizzato la parola o la regola, modificate il foglietto e fatelo diventare una domanda (tipo quelle del quiz). Adesso quando guarderete il foglietto colorato dovreste avere un "riflesso condizionato" a riprodurre la risposta corretta! Una volta ottenuto questo risultato, rimuovete il foglietto e lasciate posto a quelli nuovi! 








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3) promemoria: la versione digitale dei foglietti adesivi - create dei promemoria nel cellulare (anche qui usate un codice colore) a mo' di eventi del calendario - e date loro delle scadenze: es. ogni giorno alle 15 riceverò un promemoria a ricordarmi che il plurare di story è stories - dopo una decina di giorni cambiate la frequenza - es. 3 volte la settimana, e via via fino a cessare del tutto. In tal modo sfrutterete i meccanismi di funzionamento della memoria: le ripetizioni a intervalli decrescenti stimolano la memoria a breve termine (frequenza giornaliera), medio termine (frequenza settimanale) e lungo termine (mensile). 


Che ne dite? Beh, tentar non nuoce! Fatemi sapere come va! Se poi trovate qualche altro metodo, non esitate a proporre! Lasciate un commento al post, così anche gli altri lettori potranno beneficiare dei vostri consigli!

E soprattutto, ricordate! Gli errori fanno parte del processo di apprendimento! Sbagliare significa almeno aver provato! Quindi non siate troppo severi con voi! Se usati bene, gli errori possono essere vostri alleati: vi fanno capire dove convogliare le vostre energie - dove il meccanismo di apprendimento si è inceppato!


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So, that's it for today. Have fun correcting your mistakes - l'm looking forward to your feedback!

Happy New Year to all the readers of www.english-how.it.