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1 gennaio 2018

Propositi per un nuovo anno privo di errori... almeno in grammatica!

Come primo post dell'anno affrontiamo un argomento che sta a cuore a molti studenti: migliorare i propri voti in inglese, soprattutto nei (famigerati) compiti scritti. Naturalmente il discorso può essere esteso a tutti coloro che stanno imparando l'inglese (o più in generale una lingua straniera). Quante volte è capitato di trovarsi a rifare lo stesso errore? 
Che ci crediate o no, la frustazione degli studenti va di pari passo con quella degli insegnanti... e credetemi, so di cosa parlo! Fra colleghi è comune la lamentela sul fatto che gli studenti continuano a riproporre gli stessi errori, nonostante l'inchiostro rosso versato e le spiegazioni ripetute talmente tante volte che ormai potremmo farle nel sonno!

Partiamo da una premessa fondamentale: per imparare ci vuole la giusta motivazione, bisogna essere disposti a metterci tempo e impegno! Ma anche chi è armato dalle migliori intenzioni si trova a volta frustrato da quella che sembra l'impossibilità di sradicare certi errori!

Quando devo spiegare in cosa consiste l'apprendimento della grammatica, uso spesso come immagine quella di una strada di campagna - quelle con i solchi dove passano i trattori, per capirci.

www.freeimages.com/dlockeretz

Quando impariamo la grammatica dovremmo idealmente costruire dei solchi lungo i quali viaggiare quando ci troviamo a scrivere (o a parlare) - così da evitare di finire fuori strada (e farci male!).

Questa idea deriva dalla mia esperienza di apprendimento del tedesco (per chi è curioso di saperne di più, vi rimando alla pagina in cui mi presento).
Io non l'avevo studiato alle superiori, e sono partita da zero assoluto all'università. Armata di pazienza e di una buona scorta di quaderni, ho ricopiato tutti gli esercizi dei libri di testo, svolgendoli prima oralmente e poi per iscritto, e tenendo sotto controllo le regole grammaticali per evitare errori nell'applicazione. Centinaia e centinaia di frasi, spesso molto simili, declamate ad alta voce e messe per iscritto... Eppure ha funzionato! Sono riuscita ad apprendere il tedesco in modo corretto, tanto che ancora adesso (nonostante il mio tedesco sia piuttosto arrugginito!) ricevo ancora complimenti per la buona impostazione grammaticale!

Vediamo di andare con ordine:

1) procurarsi un modello affidabile (un buon libro di grammatica - vedi ad esempio i posts Non solo rete... quando la carta fa la differenza! e Costruiamo i binari per far correre veloce e sicuro il treno del nostro inglese!) oppure un sito affidabile (potete trovare dei links alla pagina Credit Links  del mio blog), preferibilmente sotto forma di schema - di più immediata lettura.

2) armarsi di carta e penna - o di un programma di videoscrittura!

3) selezionare una regola e procedere con metodo - copiare le frasi dal libro o dal sito, recitandole e concentrandosi sulla regola che stiamo studiando in modo da focalizzare la propria concentrazione su quella regola.

Facciamo un esempio pratico: vi è stata corretta più volte la forma interrogativa del present simple - per un motivo che vi sfugge continuate a scordare di usare l'ausiliare quando costruite le domande. 

Andate, per esempio, alla pagina relativa a questo argomento del sito www.englisch-hilfen.de dove troverete delle tabelle con la struttura interrogativa del present simple (i colori aiutano a distinguere i vari elementi); scegliete un verbo (oppure riutilizzate le frasi dell'esercizio che avete sbagliato, per es. nel compito in classe) e - tenendo continuamente d'occhio la tabella - fate un certo numero di frasi... Quante? Beh, idealmente tante quante è necessario per rendervi conto che la struttura vi è diventata familiare!

Per errori di ordine più vario, quali ad esempio errori di ortografia (una parola che sbagliate spesso a scrivere) o lessico (confondete una parola per un'altra) potete ricorrere a dei metodi più... creativi e giocosi!

1) Quiz: preparate una lista di quesiti (es. "Come si scrive mercoledì?", oppure: "Riordina la seguente frase: very I much football like") e una lista con le relative soluzioni. Su un foglio di carta che terrete come foglio del punteggio scriverete la risposta (senza però sbirciare le soluzioni!) - e poi alla fine attribuitevi il punteggio. Potete decidere di dare punteggi diversi a seconda di quanto "antico" sia l'errore. Un errore ripetuto più volte avrà un punteggio più alto!

2) Foglietti adesivi: procuratevi dei foglietti adesivi di vari colori - create un vostro codice colore (es. rosa per i vocaboli, verde per la grammatica, giallo per l'ortografia, fucsia per la sintassi, azzurro per le collocations...) e trascrivete su di essi la versione corretta dell'errore che volete estirpare. In pratica il modello corretto che volete sostituire all'errore. E poi sorprendentevi appiccicando foglietti in giro per casa (lo specchio del bagno, le ante della cucina, ecc.) - anche qui, create una gerarchia - gli errori più gravi e più "assestati" avranno la precedenza nell'occupare i posti più in vista! Quando vi sembrerà di aver memorizzato la parola o la regola, modificate il foglietto e fatelo diventare una domanda (tipo quelle del quiz). Adesso quando guarderete il foglietto colorato dovreste avere un "riflesso condizionato" a riprodurre la risposta corretta! Una volta ottenuto questo risultato, rimuovete il foglietto e lasciate posto a quelli nuovi! 








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3) promemoria: la versione digitale dei foglietti adesivi - create dei promemoria nel cellulare (anche qui usate un codice colore) a mo' di eventi del calendario - e date loro delle scadenze: es. ogni giorno alle 15 riceverò un promemoria a ricordarmi che il plurare di story è stories - dopo una decina di giorni cambiate la frequenza - es. 3 volte la settimana, e via via fino a cessare del tutto. In tal modo sfrutterete i meccanismi di funzionamento della memoria: le ripetizioni a intervalli decrescenti stimolano la memoria a breve termine (frequenza giornaliera), medio termine (frequenza settimanale) e lungo termine (mensile). 


Che ne dite? Beh, tentar non nuoce! Fatemi sapere come va! Se poi trovate qualche altro metodo, non esitate a proporre! Lasciate un commento al post, così anche gli altri lettori potranno beneficiare dei vostri consigli!

E soprattutto, ricordate! Gli errori fanno parte del processo di apprendimento! Sbagliare significa almeno aver provato! Quindi non siate troppo severi con voi! Se usati bene, gli errori possono essere vostri alleati: vi fanno capire dove convogliare le vostre energie - dove il meccanismo di apprendimento si è inceppato!


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So, that's it for today. Have fun correcting your mistakes - l'm looking forward to your feedback!

Happy New Year to all the readers of www.english-how.it. 

25 novembre 2017

Fra suole di scarpa e pesci piatti... parliamo ancora di piedi... senza però pestarli a nessuno!

Oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei vocaboli che indicano le parti del corpo in inglese... Torniamo allora a parlare di piedi. Nel post precedente (Impariamo i vocaboli... Ma non con i piedi) ci siamo occupati di alcuni modi di dire incentrati su questa parte del nostro corpo. Oggi aggiungiamo ancora qualche colorita espressione al nostro bagaglio di idioms, ma impariamo anche qualche collocation (vedi il post Collocations?! ... Facciamoci qualche domanda!) utile per parlarne!
Spesso diamo i nostri piedi per scontati, dimenticandoci di quanto essenziale sia il loro benessere! Chiunque abbia fatto la (dolorosa!) esperienza di dover camminare con delle vesciche sa benissimo di cosa sto parlando!

Ed ecco appunto la prima curiosità: come faccio a dire "vesciche ai piedi"? Saperlo potrebbe rivelarsi molto utile nel corso di una vacanza dedicata all'attività di sightseeing (ovvero la visita di monumenti e luoghi di interesse cui si dedicano i turisti)! E come posso segnalare ai miei compagni di viaggio che ho bisogno di una pausa perché i piedi mi fanno male da morire?

to get/have blisters on your feet  (blisters = vesciche)

my feet are killing me! (lett. i piedi mi stanno uccidendo!) 

o, in modo meno drammatico:

my feet are hurting (mi fanno male i piedi)

Se invece vi fanno male le suole dei piedi? Qui si apre un capitolo interessante! Guardate un po'...

sole /səʊl/ (la suola dei piedi... o delle scarpe!)

Attenti, però, che se il menù di un ristorante proponesse sole
non dovrete preoccuparvi di finire in una situazione simile a quella del povero Charlie Chaplin in The gold rush... Infatti, a meno che non siate capitati molto (ma davvero molto!) male, vi verrà servita una sogliola!
Insomma, il termine sole può anche riferirsi a un pesce... piatto! (forse perché ricorda un piede piatto?! mah?!). E naturalmente, se avete i piedi piatti, molto banalmente in inglese dovrete dire flat feet (per una volta niente sorprese!).














Ma non è finita qui! La pronuncia di sole è identica a quella di:

soul  /səʊl/, ovvero "anima"! (ditemi che non c'è da divertirsi a studiare inglese!)

E le dita dei piedi?

toe /təʊ/ - toes (le dita dei piedi) - big toe (alluce)

And what happens if you keep somebody on their toes?
Beh, sostanzialmente state tenendo qualcuno... sull'attenti! (ovvero sempre sul chi va là!)
Instead, if you tread on somebody's toes quello che succede è che offendete qualcuno (pestandogli le dita dei piedi... sempre meglio evitare!)

Se, invece, you make somebody's toes curl (letteralm. fate arricciare le dita dei piedi di qualcuno!) mettete qualcuno in imbarazzo o comunque a disagio!

Infine, se siete persone prudenti e volete iniziare una nuova attività gradatamente, potreste dire che 
you are dipping a toe into the water
ovvero state immergendo un dito in acqua, piuttosto che buttarvi a capofitto!
(buttarsi a capofitto: plunge in / into something!)

Se siete stanchi di portare scarpe e calzini, beh, potete sempre andare in giro a piedi scalzi:

walk around in bare feet; avrete così modo di:

feel the ground under your bare feet!

Vi lascio con qualche altro simpatico modo di dire che ha come protagonisti i piedi...

se una persona (ahimè!) gode di pessima salute, o è ormai molto vecchia, potreste dire che
He/She has a foot in the grave (in pratica, ha un piede nella fossa!)

Al contrario, se pensate che ben presto la casa sarà allietata da un bebè, potete usare l'espressione the patter of tiny feet (letteralm. lo scalpiccio di piedini)
It won't be long before we hear the patter of tiny feet!

se (preferibilmente!) dopo una malattia (o un periodo difficile) siete riusciti a ristabilirvi potrete dire:
I'm back on my feet!

Se invece siete stati in piedi tutto il giorno, basterà dire:
I've been on my feet all day! I just want to put my feet up! 

Se volete esortare qualcuno a non farsi troppe illusioni:
Keep your feet on the ground!

Viceversa, se vi sembra che qualcuno possa accarezzare sogni di gloria potrete incoraggiarlo così:
You can have the world at your feet!

...Potrei andare avanti ancora, ma vi toglierei il gusto di divertirvi a cercare altre espressioni con protagonisti i piedi! Vi lascio dunque con un'ultima immagine, legata, ovviamente, a un'altra espressione idiomatica!

Se ve la siete vista brutta, ma alla fine si è risolto tutto bene, potrete dire:
I've landed on my feet (letteralm. sono atterrato sui piedi... come i gatti insomma!)



If you want to learn more about this, why don't you visit the webpage

How do cats always land on all four feet?

at wonderopolis.org

(Wonderopolis is brought to life by the National Center for Families Learning.)


Cosi' potrete esercitarvi un po' nella reading comprehension!



E naturalmente, se volete scoprire alcuni idioms legati ai gatti, non avete che da aprire la pagina dell'Oxford Learner's Dictionary online dedicata a questo enigmatico animale...

cat (Oxford Learner's Dictionaries © 2017 Oxford University Press)

Direi che per oggi ci siamo divertiti abbastanza con i modi di dire inglesi! Al prossimo post!

16 agosto 2017

Collocations?! ... Facciamoci qualche domanda!

Ritorniamo nuovamente sull'importanza dell'apprendimento dei vocaboli di una lingua straniera... E' importante impararne molti (vedi post del 19 aprile 2016) e ricordarli (vedi post del  29 febbraio 2016 ), e per fare ciò è importante applicare un metodo corretto (vedi post del 25 luglio 2017) ed esercitarsi a utilizzarli, per rendere operativa questa conoscenza (vedi post del 20 giugno 2017).

Per poter parlare una lingua straniera in maniera accurata e naturale, è però necessario imparare i vocaboli anche nei loro corretti abbinamenti, ovvero nelle giuste collocations. Per spiegare questo concetto ricorriamo a degli esempi:


"Posso chiederti una domanda?"

"Io ho una doccia tutte le mattine"


"Mia sorella prende sempre belle foto quando è in vacanza"


"Hai una bella vacanza!"



  Freepik

...?! Direi che può bastare! Sicuramente avrete notato che queste frasi sono sbagliate, perché usano strani abbinamenti di termini, al punto da risultare di difficile comprensione. Eppure sono le frasi che un ipotetico inglese direbbe se volesse tradurre letteralmente dalla sua lingua:

"Can I ask you a question?"

"I have a shower every morning."


"My sister always takes nice photos when she's on holiday."


"Have a nice holiday!"

Se in italiano è normale dire:

"fare una domanda"
"fare una doccia"
"fare delle foto"
"fare una vacanza"

in inglese è altrettanto normale dire

"ask a question"
"have a shower"
"take some photos"
"have a holiday"

Cambia insomma l'abbinamento verbo-sostantivo. Ogni lingua ha delle specifiche collocations, che possono riguardare vari tipi di abbinamenti:


  • verbo - sostantivo (verb - noun): es. have breakfast; take solace (trovare conforto)
  • sostantivo - aggettivo (noun - adjective): es. heavy rain (pioggia forte - abbondante)
  • avverbio - aggettivo (adverb - adjective): es. highly successful / highly effective (di grande successo/efficacia)
  • sostantivo - sostantivo (noun - noun): es. mountain chain / mountain range (catena montuosa)


Imparare da subito le giuste collocations è fondamentale per esprimersi in modo chiaro ed efficace, e per evitare di sembrare ridicoli alle orecchie di un native speaker. Ma diventa irrinunciabile se si vuole ottenere un livello medio-alto di conoscenza della lingua straniera. Se al principiante si può infatti perdonare qualche abbinamento bizzarro, a un aspirante studente di livello B2 (Independent User secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue)  o di livello superiore (C1 - C2 ovvero Proficient User) non si potranno certo lasciar correre abbinamenti fantasiosi o anomali!

Qual é la formula per imparare i vocaboli nelle giuste collocations?

Innanzi tutto spirito d'osservazione: impariamo a leggere e ad ascoltare testi o audio in inglese con curiosità e spirito critico. Ci sarà così più facile notare gli abbinamenti che si discostano dall'italiano. Ricordate che osservare e farsi un'appunto mentale è già imparare... almeno per metà!
Usiamo poi un buon dizionario monolingue della tipologia Learner's Dictionary (vedi la pagina credit links per un elenco di dizionari online). A questo proposito vi segnalo che di recente l'Oxford Learner's Dictionary Online ha migliorato la propria versione online aggiungendo, per l'appunto, proprio le collocations più comuni dei termini. Per poter utilizzare in maniera completa questa risorsa è necessario acquistare l'Oxford Collocations Dictionary (scelta che consiglio vivamente a chi deve preparare esami di alto livello - C1/C2 - o a studenti di lingue a livello universitario) e redimere il codice. Ma anche nella versione free trovate qualche abbinamento base.
E poi, come sempre, facciamo quanti più esercizi possibili sulle collocations! Potrebbe bastare anche copiare 10 volte ripetendo ad alta voce le collocations che incontriamo nei nostri libri di testo o in articoli, libri, programmi TV, canzoni... In alternativa, vi propongo alcuni links che vi permetteranno di esercitarvi su alcune collocations di comune utilizzo.

Esercizi su collocations comuni:

Ryerson University - Student Learning Support (© 2017 Ryerson University)

BBC Learning English - Quiznet (© BBC Learning English)

English Practice Collocations Exercise 1 (EnglishPractice.com © 2017)

English Practice Collocations Exercise 2 (EnglishPractice.com © 2017) 

Al seguente link, trovate poi ben 15 esercizi di livello più avanzato, orientati sopratutto al business English (da notare che gli esercizi sono costruiti in modo tale per cui a volte le risposte sono facilmente prevedibili; ma risultano validi lo stesso perché permettono di esporsi a molte collocations, e quindi di imparare nuovi abbinamenti):

Better English - Strong Collocations ( (c) 2008 Pearson and Caroline Brown)


So, what are you waiting for? It's time to learn collocations! Follow my advice and have a go at it! And... by the way:

Have a nice holiday!

25 luglio 2017

Impariamo i vocaboli... ma con metodo!

Oggi torniamo sui vocaboli legati all'ambito vacanziero, per mettere a fuoco dei metodi di apprendimento efficaci. Come già più volte ribadito (Vocaboli... facciamone una questione di quantità!, Imparare l'inglese... come un elefante!) è necessario imparare molti vocaboli, e per essere efficaci ci vuole metodo.

Ecco allora che può aiutare organizzare graficamente i vocaboli intorno al concetto base. Guardate l'esempio di mappa mentale che ho preparato, sempre sul tema vacanze (ne potrete trovare altri di simili online).

Holidays Vocabulary - English-How

Naturalmente potrete riprodurre questo schema per tutti gli altri argomenti (es. animali, parti del corpo, professioni, attività varie...).

In alternativa potete creare una tabella come nell'esempio: naturalmente la scelta di corredare i vocaboli con immagini è personale, e ognuno di voi potrà gestirla come crede, magari usando immagini proprie (sicuramente parlando di vacanze ognuno di voi avrà un proprio repertorio!). Di certo è una scelta impegnativa a livello di tempo, ma il risultato può giustificare la fatica!

Holydays Vocabulary Chart - English-How

Spesso in internet trovate materiale già fatto, corredato di immagini anche simpatiche, che aiuteranno molto la vostra memoria fotografica. Nulla vi vieta di modificare il materiale che trovate in modo creativo, creando magari dei memory monotematici, piuttosto che multi-tema, per mettere alla prova le vostre conoscenze lessicali!
Un sito molto carino per questo tipo di attività è:

MES English (Copyright © 2005 - 2017 MES-English.com)

Gli argomenti di base ci sono un po' tutti, e le immagini sono accattivanti. Scegliete il formato "handout" per avere un foglio da stampare con 15 immagini corredate dal relativo vocabolo.

In alternativa, ricorrete ai vari siti di clipart per creare il vostro personale "visual dictionary". Il fatto di aver scelto personalmente le immagini e creato i collegamenti sarà un grosso rinforzo alla memorizzazione.

Online trovate anche

Merriam Webster - Visual Dictionary Online (© QA INTERNATIONAL 2017)

E' diviso per aree tematiche, e avete a supporto una casa editrice di tutto rispetto per garantire l'affidabilità del materiale.

A questo punto, non mi resta che augurarvi un proficuo lavoro di apprendimento dei vocaboli! Keep up the good work! E, naturalmente....

Have a nice holiday!














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12 giugno 2017

Fra verdi pascoli e boschi... Il dittongo /aʊ/

L'ultima tappa nel nostro viaggio fra i suoni della lingua inglese ci porta a passeggiare su verdi pascoli o ad addentrarci in misteriosi e fiabeschi boschi... Gli animali che imbarchiamo oggi nella nostra "arca dei suoni" sono infatti la mucca e il gufo!





cow  /kaʊ/  
















By skitter photo

                                                  owl  /aʊl/ 


Come sempre, facciamo riferimento al video della BBC Learning English per avere un modello corretto del suono:


Il video vi guiderà anche per esercitarvi sulla differenza fra il dittongo /aʊ/ e il dittongo /əʊ/ di cui abbiamo già parlato (Il dittongo /əʊ/ - oggi parliamo
 di... capre e caproni!).

E' una differenza che può sembrare di poco conto, ma che può fare 
molta differenza... ovvero la differenza fra: 

couch  /kaʊtʃ/ (divano)   e         coach /kəʊtʃ/  (allenatore... o pullman!)
clown  /klaʊn/              e         clone /kləʊn/ (clone)
out     /aʊt/  (fuori)       e         oat   /əʊt/ (avena)
howl    /haʊl/ (ululare)    e         hole  /həʊl/ (buco)
row     /raʊ/   (litigio)      e          row    (fila)
found  /faʊnd/ (trovato)  e        phoned /fəʊnd/ telefonato
now    /naʊ/                   e         know  /nəʊ/ conoscere
ow!     /aʊ/                     e         oh!      /əʊ/ 

Insomma, ancora una volta ci rendiamo conto che, a sbagliare pronuncia, si
rischia di... farsi male! (oer lo meno per ciò che riguarda la comunicazione!).

E siccome non vogliamo dover dire "ouch!" /aʊtʃ/ (a meno che non ci pestino un piede!) è importante dedicare tempo ed energia a imparare in modo corretto i suoni della lingua inglese!
Con questo post "l'arca dei suoni" è ormai carica e siamo pronti a partire per il viaggio fra le acque spesso agitate della pronuncia inglese! Ma non vi preoccupate, non vi abbandonerò a una navigazione senza mappe... Seguiranno altri post sulla corretta pronuncia: il viaggio continua... Al prossimo post!

30 maggio 2017

Il dittongo /ei/: quando un serpente non ci spaventa!

Penultimo post dedicato ai suoni della lingua inglese: oggi ci occupiamo del dittongo /ei/ che troviamo, appunto, nella parola inglese "serpente"... ma niente paura! E' un dittongo di tutto relax!

Dedichiamo dunque qualche minuto al video della BBC sulla corretta pronuncia di questo dittongo:

The Diphtong /ei/: BBC Learning English (Copyright © 2017 BBC)

Il concetto di dittongo ormai non ha più segreti per noi: la forma della bocca si modifica nel corso dell'emissione del suono. In questo caso si chiude un po' passando dalla "e" alla "i".

In questo video ci viene spiegata anche la differenza fra la vocale /i:/ (vedi post del 26 marzo 2016) e il dittongo /ei/.




snake /sneɪk/ 


PS: come sempre cliccando sulla parola accedete alla pagina del Cambridge Online Dictionary per ascoltare la pronuncia









In inglese troviamo moltissime parole con questo dittongo. Ecco di seguito alcuni esempi:

late          /leɪt/          tardi, in ritardo
place        /pleɪs/        posto, luogo
lake         /leɪk/          lago
cave         /keɪv/        grotta
wave        /weɪv/        onda
change     /tʃeɪndʒ/     cambiare, cambiamento
bacon      /ˈbeɪ.kən/ 
train        /treɪn/ 
April        /ˈeɪ.prəl/   
baby        /ˈbeɪ.bi/
lazy         /ˈleɪ.zi/        pigro
crazy       /ˈkreɪ.zi/      pazzo
rain         /reɪn/          pioggia

e infine, una parola che spesso si sente pronunciare in modo errato:

steak       /steɪk/        bistecca

E per esercitarvi potreste provare a costruire delle frasi (meglio se assurde... è più divertente!) usando le parole che contengono il dittongo /ei/.

So, let's play /pleɪ/:

If you go out on a rainy /ˈreɪ.ni/ day /deɪ/, you may /meɪ/ see a snake hidden in a cave...

In April, if you're lazy, you can go to the lake and see a huge snake riding the waves...

Ricordatevi: è tutta una questione di esercizio, per la pronuncia come pure per gli altri aspetti di una lingua straniera. Se vi costringerete a ripetere le parole ad alta voce, o a dire delle frasi che le contengano sarà il vostro corpo a imparare i nuovi suoni... E ciò che il corpo impara difficilmente si dimentica!

4 maggio 2017

What are you wearing... or What do you wear? Variazioni sul presente!

What are you wearing o What do you wear?

In uno dei post precedenti (Fra monaci e imperatori... parliamo di vestiti!) abbiamo cercato di imparare i vocaboli che servono per parlare di abbigliamento. 
Ora cerchiamo di usare questi vocaboli all'interno di una struttura grammaticale che ci aiuti a dialogare in inglese.
Oggi cominceremo a parlare dei due tempi utilizzati in inglese per parlare al presente, ovvero il Present Simple e il Present Continuous.
Guardate questo breve video della BBC Learning English, usando anche il Transcript se necessario:

Smart or scruffy? (Source BBC Learning English © 2016 BBC)

Emma dice: I usually wear a skirt e I'm wearing this dress

Le due frasi con il verbo wear sono rispettivamente al Present Simple e al Present Continous, che sono appunto i due tempi usati in inglese per parlare del presente.


Il Present Simple descrive un'azione abituale: in questo caso Emma dice "Di solito indosso la gonna" (notate che in inglese dice "una gonna"), mentre nella frase I'm wearing this dress il Present Continuous descrive ciò che sta avvenendo in questo preciso momento ("sto indossando un vestito"), anche se in italiano potrei tranquillamente tradurre con "Oggi indosso un vestito".

La distinzione fra questi due tempi verbali causa più di qualche mal di testa agli studenti (italiani e non solo), perché è una distinzione che non facciamo necessariamente nella nostra lingua.

Per prima cosa: dimenticate l'italiano! Tradurre dall'italiano all'inglese, come già detto, è il sistema migliore per fare errori!

Per aiutarvi a gestire questi due tempi verbali ho preparato alcune diapositive:

English How: Simple Present or Present Continuous?

Ritornerò a breve sull'argomento con altre spiegazioni e links ad esercizi online... per il momento vi lascio riflettere sugli spunti della presentazione!

So... 
What do you usually wear? 
What are you wearing tonight?







4 aprile 2017

Il dittongo /ai/: a caccia di farfalle!

Oggi affrontiamo un dittongo leggero... come una farfalla!
Il dittongo /ai/ vi conquisterà di sicuro perché, per una volta, non ci dobbiamo preoccupare troppo: infatti possiamo ben dire che (almeno in riferimento alla trascrizione fonetica!) per una volta "si legge come si scrive".

I due suoni che compongono il dittongo sono, appunto, /a/ e /i/. Guardate il video della BBC per convincervi che stavolta è davvero facile!

Diphtong /ai/ (BBC Learning English - © 2017 BBC)

Una cosa che noterete subito è che il dittongo /ai/ si applica a diversi abbinamenti di vocali nello scritto:

eye (occhio) /aɪ/

high (alto) /haɪ/ 

notate che qui il gruppo "gh" finale è muto... Non so quante volte ho corretto questo
errore di pronuncia ai miei studenti, che proprio non si vogliono rassegnare alla pronuncia
di questo aggettivo! Se poi lo trovano al comparativo (higher), fanno davvero fatica a credermi
quando dico loro che la pronuncia corretta è /ˈhaɪ.ər/... 
Avete notato? Niente suono "g" nella pronuncia!
Infatti, in inglese "high" è un omofono (= stesso suono) di "hi" (ciao)!

Il dittongo /ai/ ci dà la possibilità di aumentare il numero di occupanti della nostra
"arca dei suoni" senza rischiare di farla affondare!

Infatti possiamo far salire a bordo...


a butterfly /ˈbʌt·ə·flaɪ/




a fly /flaɪ/

ma anche...




a spider /ˈspaɪ·dər/ 










Come sempre, cliccando sul vocabolo avrete il link alla pagina del Cambridge Online Dictionary dove ascoltare la pronuncia.

So, good luck with your butterfly hunt... and until the next post, keep up the good work!