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24 gennaio 2018

Facciamo pratica di ascolto... con i Jim Twins... ovvero i gemelli non-diversi!

Oggi ritorniamo a parlare di comprensione di ascolto. Per quanti volessero ripercorrere le "puntate" precedenti su questa abilità (listening skill) vi invito a visitare la pagina Ascoltare.

Oggi vi propongo un ascolto che ho utilizzato con le mie classi quarta (quest'anno ho il "bis" di quarte!) e per il quale ho preparato dei materiali specifici per facilitare e verificare la comprensione. In realtà, l'attività unisce la comprensione di ascolto allo studio di vocaboli ed espressioni. Si tratta di un video che non è stato progettato in modo specifico per la didattica, e che quindi potrà presentare qualche difficoltà in più, ma non vi preoccupate... Non vi abbandonerò di fronte all'ardua impresa!

Prima di tutto... Di cosa si parla? 
Warning! Spoiler! 
Se volete provare a capire da soli l'argomento del video, saltate la prossima sezione!

















by louis molinero / freepik


Si parla della storia di due gemelli identici, adottati all'età di quattro settimane da due famiglie diverse e che si sono incontrati per la prima volta all'età di 39 anni! La loro storia rientra nell'ambito di uno studio dell'Università del Minnesota sui gemelli identici. Scopo dello studio cercare di capire quanta parte del nostro carattere e della nostra personalità sia da ascriversi al nostro patrimonio genetico e quanta invece all'ambiente. Da questo punto di vista i gemelli identici cresciuti separatamente (reared apart) sono, ovviamente, il case study più interessante... Perché a quel punto diventa facile distinguere l'ambiente (environment) dai componenti genetici (genetic components). I ricercatori coinvolti nello studio, in particolare lo psicologo T. J. Bouchard, si trovarono davanti a molti casi di gemelli identici che, pur essendo stati cresciuti da famiglie diverse e senza essere in contatto, avevano sviluppato un sorprendente numero di somiglianze. Ma sicuramente il caso più eclatante fu quello dei due gemelli Jim! Dal confronto delle loro vite emerse un numero incredibile di "coincidenze" - a parte il fatto di chiamarsi entrambe Jim! I due uomini scoprirono di aver dato lo stesso nome al cane che avevano da bambini, di essersi sposati (e poi divorziati!) da donne con lo stesso nome, di preferire la stessa birra, le stesse sigarette, di essere bravi in matematica ma carenti in ortografia, di essere andati in vacanza esattamente nello stesso posto e di avere la stessa passione per la lavorazione del legno... Mi fermo qui, ma si potrebbe continuare! 

Non ci credete? Leggete voi stessi quanto riporta il Minnesota Center for Twin and Family Research

MCTFR - Other Twin Research at the U of M (Copyright © 2007, The Regents of the University of Minnesota )


E ora (finalmente) passiamo al video

Robert Winston - The Jim Twins - From the secret Life of Twins (©BBC 1999)




Per aiutare i miei studenti nella comprensione del video ho preparato una scheda che, pur non essendo una trascrizione parola per parola, riporta le principali frasi ed espressioni nell'ordine in cui vengono dette, così da poterle individuare più facilmente.

www.english-how.it: The Jim Video Vocabulary

L'ideale, come già spiegato nei precedenti post dedicati all'ascolto, sarebbe ascoltare senza supporti scritti una o due volte e solo dopo passare alla lettura della scheda. Se alcuni termini essenziali vi risultassero difficili, utilizzate un dizionario online per cercare una traduzione in italiano o una definizione in inglese. I termini evidenziati in grassetto sono quelli che reputo più importanti al fine di aumentare la competenza lessicale del mio target (ovvero i miei studenti!).

Ma voi potete anche semplicemente godervi il video e la storia davvero stupefacente dei Jim Twins! Se poi volete mettervi alla prova su un piano più lessicale o di comprensione, trovate qui sotto i links ai quiz che ho preparato per i miei studenti... Cimentatevi anche voi, e fatemi sapere come va, lasciando un commento al post!

www.english-how.it: Vocabulary Quiz: The U of M Study of Twins Reared Apart

www.english-how.it: Vocabulary Quiz: The Jims Video


Enjoy your listening activity and... keep up the good work!

26 aprile 2017

Il dittongo /əʊ/ - oggi parliamo di... capre e caproni!

Conoscete la storia delle 3 capre e del troll? No? Beh, non vi preoccupate, è una storia che non compare di solito nei nostri libri.
Io la conosco bene perché l'ho letta spesso ai miei figli quando erano piccoli. Avevo un libretto in inglese intitolato "Three Billy Goats Gruff". Quella particolare versione è ora fuori stampa, e non trovo più la mia copia (non so nemmeno se l'abbiamo tenuta!)

The Three Billy Goats Gruff, illustraded by Sam Childs, ediz.  Ladybird Books (1 Jan. 2010)


La fiaba racconta di tre capre che vogliono attraversare un ponte per andare a mangiare l'erba sul prato al di là del fiume, ma un troll cattivo cerca di impedire loro di passare, anzi, cerca di ricavare un pasto succulento proprio dalle capre! Nel libriccino c'erano queste belle immagini del troll con un tovagliolo attorno al collo, che brandiva forchetta e coltello e aspettava le capre al varco, pronto a mangiarle!

Non è una storia molto conosciuta in Italia, ma proprio per questo l'attività che vi propongo oggi sarà più stimolante! 



Vi propongo due livelli di difficoltà: il primo video (circa 3 minuti) usa dei vocaboli molto semplici, e riporta le parole dell'audio. E' perfetto per chi si sente ancora in difficoltà con la comprensione orale:
The Three Billy Goats Gruff by Ian Healey, YouTube Video

Secondo livello di difficoltà: ascolto senza sottotitoli (in genere meglio evitare quelli automatici... spesso sono poco precisi). 
Nel caso del video che vi propongo (durata 5 minuti), i sottotitoli sono abbastanza affidabili, a parte per qualche imprecisione... Ma cercate di resistere! Non vi preoccupate se non capirete tutto... Lasciatevi guidare dalle immagini per seguire la vicenda e accontentatevi di capire anche solo singole parole o pezzi di frasi. Se volete qualche consiglio su come gestire l'ascolto visitate la pagina del blog Ascoltare per i post dedicati a questa importante abilità!


The 3 Billy Goats Gruff - KidsOut Charity Animation by Neil Whitman - YouTube video

Una delle parole che sentirete ripetere più spesso nel video è appunto la parola  
goat /gəʊt/ (capra), che contiene il dittongo di cui parliamo oggi! 
Cliccate sul termine se volete accedere alla pagina del Cambridge Online Dictionary
dove riascoltarla.

Come per gli altri dittonghi, anche qui otteniamo il suono dall'abbinamento di due
vocali: iniziamo a emettere il suono sulla posizione della vocale /ə/ per poi spostarci
sul suono /ʊ/.

Come sempre, ci affidiamo al video della BBC Learning English per avere un modello
corretto da seguire:

Diphtong /əʊ/ (BBC Learning English, © 2017 BBC)

In quanto all'animale di oggi... Beh, direi che non ci sono dubbi a riguardo!!










Freepik (by Pablo Yendes Fotógrafo, ilustrador y Programador)

Buon lavoro a tutti... e... attenti alle scornate!


31 marzo 2016

Ascoltare: mettiamoci alla prova!

Oggi ritorniamo a parlare della competenza di comprensione orale: abbiamo già fatto la distinzione fra ascolto selettivo (vedi post del 8 febbraio e dell'11 febbraio) ed ascolto estensivo (vedi post del 16 marzo). Cercheremo ora di mettere insieme queste due abilità, con le attività proposte dal British Council Learn English Teens (© British Council)un sito che abbina alla certezza di un alto standard di qualità una grande ricchezza di contenuti e proposte.


Entriamo dunque nella sezione Skills - Listening Skills Practice.

Come potete notare le attività sono divise in 4 livelli: A1, A2, B1, B2, che corrispondono ai primi quattro livelli del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), in inglese Common European Framework of Reference for Languages (CEFR). Se volete saperne di più ed effettuare un'autovalutazione potete visitare il sito della Europass, che propone una scheda per l'autovalutazione (Europass - Livelli Europei, Scheda per l'autovalutazione © Unione europea, 2002-2014).

Usiamo come esempio un'attività del livello A2: Eating Out (© British Council)

Il primo "clic" sarà sulla voce Preparation: si apre una scheda con i nomi di vari cibi da abbinare alla relativa immagine. Terminata l'attività clicchiamo su Finish per ottenere un feedback con la correzione di (eventuali) errori.

Prendiamo ora visione del Menu e clicchiamo sul tasto Play per l'ascolto. Cerchiamo di seguire il dialogo basandoci solo sull'ascolto, e ripetiamo l'ascolto almeno un paio di volte.

Passiamo poi alle attività di comprensione: in questo caso ci vengono proposte un'attività di vero/falso e un'attività in cui dobbiamo completare le frasi con i vocaboli mancanti. Per svolgere al meglio questa seconda attività ci sarà utile riascoltare il brano, effettuando eventualmente delle pause intermedie per avere il tempo di scrivere. Clicchiamo sul tasto Finish per ottenere la correzione.

Terminate le due attività di comprensione riascoltiamo ancora una volta il brano. Ci accorgeremo che la nostra attenzione è molto più focalizzata. Questo ci permetterà di cogliere anche dettagli che ci erano magari sfuggiti nei precedenti ascolti. Se vogliamo sfruttare al massimo il brano per affinare la nostra capacità di ascolto e imparare nuovi vocaboli, possiamo sfruttare anche il Transcript che troviamo alla fine: potremo così seguire il dialogo parola per parola.


Non dimenticate infine di sfruttare questa attività anche per migliorare le vostre abilità di produzione orale: esercitatevi a riprodurre oralmente il dialogo, e sfruttate il "Menù" fornito per apportare delle variazioni che vi permetteranno di esercitarvi sui vocaboli legati al cibo. Nel caso abbiate dubbi su come si pronunciano alcuni termini potete sempre ricorrere ai Cambridge Dictionaries Online.


Adesso che avete capito come fare, divertitevi con le altre attività di ascolto proposte dal sito British Council Learn English Teens, scegliendo quelle più adatte al vostro livello!

Have fun, and keep up the good work!

16 marzo 2016

L'ascolto estensivo... pochi minuti di esercizio possono fare tutta la differenza!

In questo post torniamo a parlare di quella che è un'abilità fondamentale in una lingua straniera, ovvero la comprensione orale. Spesso, dopo tanto (e faticoso!) studio, molti si trovano in gravissima difficoltà a capire quanto viene detto nel corso di una conversazione o di un programma televisivo in lingua straniera (e non parliamo di conversazioni telefoniche o programmi radio)! Ovviamente non riuscire a capire implica anche non poter rispondere in modo adeguato, tanto che a quel punto qualsiasi possibilità di comunicazione svanisce.

Abbiamo già visto in alcuni precedenti post come applicare la strategia dell'ascolto selettivo (11 febbraio e 8 febbraio).

Oggi ci occupiamo invece dell'ascolto estensivo, cioè la tipologia di ascolto che serve a cogliere il significato generale di un testo orale. Si tratta insomma di capire in generale di cosa si sta parlando, qual'è lo scopo di una conversazione, quale sia la tesi principale di un discorso argomentativo.

Ci esercitiamo in questa importante abilità usando come "palestra" un'attività della BBC Learning English che mi è molto cara, e che ho spesso utilizzato in classe:

BBC 6 Minute English (© 2016 BBC)

Sostanzialmente si tratta di programmi della durata di 6 minuti che trattano un tema particolare (la scelta è davvero ampia... ognuno potrà scegliere gli argomenti di proprio interesse, o semplicemente quelli più familiari, per facilitare la comprensione).

Come esempio prendiamo la puntata che riguarda... tea (la maggior parte dei miei post nascono durante un tea break!)

How do you like your tea? (Source: BBC Learning English - © 2016 BBC)






freepik

Innanzi tutto, c'è da notare che questo programma nasce anche con l'obiettivo di insegnare vocaboli inerenti, appunto, a vari argomenti. Questo ovviamente facilita la comprensione e l'apprendimento (ricordiamo più facilmente i vocaboli che abbiamo imparato all'interno di un determinato contesto). 6 Minute English è un programma a livello intermediate (B1 nel Quadro Comune Europeo). Chi si trovasse in difficoltà svolga solo i punti 4 e 5.

Vediamo dunque come procedere: 

1) Scegliamo la puntata che preferiamo (avremo dunque già un'idea di quello che sarà il subject, cioè l'argomento della puntata).

2) Clicchiamo sul tasto play (sotto la figura) per iniziare l'ascolto. Rilassiamoci e cerchiamo di capire quale aspetto dell'argomento viene trattato. Potremo verificare le nostre ipotesi nel corso di un successivo ascolto, ricorrendo anche all'aiuto del transcript.

3) Dopo questa prima fase, dedicata all'ascolto estensivo, riprendiamo la nostra pratica di ascolto selettivo. Prima del transcript troverete This week's question: leggete la domanda e concentratevi nel capire la risposta nel corso del secondo ascolto (la risposta corretta viene rivelata alla fine del programma!)

4) Ora è il momento di imparare nuovi vocaboli: dunque leggiamo l'elenco di parole che troviamo prima del transcript e le loro definizioni (se necessario, ricorriamo a un dizionario online, per esempio il wordreference, per trovare la traduzione in italiano).

5) Riascoltiamo il programma seguendo il transcript.

Il fatto di ascoltare più volte il programma (almeno due, meglio se tre!) ci permetterà di memorizzare più facilmente pronuncia e intonazione, nonché di ricordare più facilmente i vocaboli. Altra cosa essenziale, svolgendo questa attività impariamo i vocaboli in un contesto significativo, abbinandoli alla corretta pronuncia. Questo ci permetterà di migliorare non solo la nostra comprensione di ascolto, ma anche la produzione orale

Come vedete si tratta di un'attività veloce, adattabile a diversi livelli di inglese (chi è all'inizio del proprio percorso di apprendimento si concentrerà solo sulla domanda del quiz e su pochi termini da imparare). 

Ricordate, la costanza e la frequenza sono fattori fondamentali per ottenere risultati nell'apprendimento di una lingua straniera, non ci vuole poi tanto tempo... 6 minuti... giusto il tempo di bere una tazza di tè!

Keep up the good work! Al prossimo post!


4 marzo 2016

Il suono /l/ in inglese

Laterale approssimante alveolare... but with a final twist!

Oggi ci occupiamo del suono /l/, il cui nome tecnico è, appunto, laterale approssimante alveolare. Guardando la prima parte del video della BBC Learning English penserete che (finalmente!) c'è da star tranquilli, tanto più che per noi la distinzione fra i suoni /l/ e /r/ non è generalmente un problema.


Tutto vero... o quasi! Se proseguite nella visione del video vi troverete davanti a un altro caso di "sparizione"... A fine parola, infatti, si può verificare il fenomeno per cui la /l/ non viene pronunciata, il che comporta anche una leggera modifica del suono vocalico. Questo fenomeno è noto come l vocalisation, e risulta tipico di alcune varietà dell'inglese. In pratica il suono /l/ a fine parola non viene pronunciato, mentre "ricompare" se la parola è seguita da un'altra parola che inizia per vocale (come accadeva per la "r", vedi post del 3 marzo). Per chi volesse saperne di più, rimando alla voce di Wikipedia.


Osservate ora il video della BBC Learning English:

Il suono /l/ (Source: BBC Learning English © 2014 BBC)


Questo tipo di osservazioni non hanno necessariamente un valore prescrittivo, nel senso che non dobbiamo sforzarci di riprodurre questa caratteristica fonologica (non tutti i madrelingua inglesi lasciano cadere la "l" a fine parola), ma hanno un'importante valenza descrittiva. Essere consapevoli di queste "sparizioni" (pensate al caso della "r") ci permetterà di capire meglio l'inglese parlato, perché saremo in grado di indovinare i suoni omessi e risalire alle parole che vengono modificate in tal modo. 


Infine concludiamo questo post "imbarcando" il nostro animale simbolo del suono /l/:


 a lion /laɪ·ən/

come sempre cliccando sul termine vi rimando alla pagina dei Cambridge Dictionaries Online per ascoltare la pronuncia



Il viaggio continua... al prossimo post!


3 marzo 2016

Il suono /r/ in inglese... un caso degno di Sherlock Holmes!

Uno degli aspetti forse più difficili da "digerire" della lingua inglese è il fatto che la pronuncia delle parole è difficilmente prevedibile. Questo ha come conseguenza non solo il fatto che per la stessa lettera troviamo pronunce molto diverse (questo sarà particolarmente evidente quando tratteremo le vocali), ma anche il fatto che alcune lettere vengono scritte ma non pronunciate (è il caso delle cosiddette silent letters).

Tornerò di nuovo sull'argomento delle silent letters, ma oggi mi occupo del "caso" della "r" nella Received Pronunciation (ovvero l'accento inglese britannico di solito insegnato e preso come standard, chiamato anche Queen's English, Oxford English o BBC English), nonché in altri accenti (fra cui molti dialetti inglesi, nonché le varianti australiana, neo-zelandese e sud-africana). Stiamo parlando degli accenti non rotici. Quello che segue non sarà invece valido per le varianti nordamericana e canadese (fatta eccezione per qualche area) e per gli accenti scozzese e irlandese (questi accenti vengono infatti definiti rotici).


Nell'accento inglese non rotico assistiamo alla vera e propria sparizione del suono /r/ in posizione postvocalica.


Andiamo subito a vedere alcuni esempi per chiarire la situazione (cliccando sulla parola andrete alla corrispondente pagina dei Cambridge Dictionaries Online dove potrete ascoltare la pronuncia):


hard      /hɑːd/

butter     /ˈbʌt·ər/
car         /kɑːr/
burn      /bɜːn/ 
fear        /fɪər/

Noterete che il suono /r/ non viene pronunciato, anche se ne rimane una traccia nel prolungamento della vocale. Nelle parole hard e burn la /r/ è scomparsa anche come simbolo fonetico, mentre per butter e car abbiamo una /r/ in apice, del cui significato parleremo dopo.


Le parole riportate sopra sono un tipico esempio del fenomeno fonetico che caratterizza l'inglese non rotico, dove il suono /r/ viene pronunciato solo in posizione prevocalica (es. in run o area). Questo fenomeno rende a volte difficile la comprensione dell'inglese parlato, dal momento che la nostra aspettativa rispetto alla pronuncia di alcuni vocaboli non trova riscontro nella realtà. Inoltre, il fatto che il suono /r/ sia muto in posizione postvocalica crea a volte degli omofoni (parole con diversa grafia e diverso significato ma con la stessa pronuncia). Torneremo in seguito anche su questo importante fenomeno. 
Vediamo un esempio:

floor (pavimento, piano)/flɔːr/            flaw  (difetto, imperfezione)/flɔː/  


Abbiamo dunque parlato della pronuncia della /r/ in parole isolate negli accenti inglesi non rotici.


Cosa accade invece nel flusso del discorso, quando le parole si trovano all'interno della frase? Beh, accade qualcosa di apparentemente paradossale... non solo il suono /r/ ricompare in posizione finale per le parole che terminano in "r" quando sono seguite da una parola che inizia per vocale (ed ecco svelato il mistero della /r/ in apice, che in alcuni dizionari viene resa come un asterisco o addirittura non viene riportata), ma il suono /r/ può comparire a volte anche dove non c'è nessuna "r" nella grafia!


Ma andiamo con ordine. 

In frasi come 
the car is blue 
"ritroveremo" il suono /r/ alla fine di car, in quanto la parola car è seguita da una vocale.
lo stesso vale per la frase 
the fear of death 
dove la parola fear riacquista il suono /r/ finale, in quanto seguita da una vocale.
Questo fenomeno è chiamato linking r.
Ora riprendete il video della BBC Learning English dal minuto 2:02 

The sound /r/ (Source: BBC Learning English  © 2014 BBC)


Per approfondire il fenomeno della linking r, vi rimando al workshop specifico della BBC Learning English:

Linking /r/ (BBC Learning English © 2017 BBC)


E fin qui, direte, tutto abbastanza logico. Ma passiamo ora a parlare di un fenomeno che può mettere in confusione e rendere difficile la comprensione di alcuni accenti inglesi, ovvero la cosiddetta intrusive r.

Prendiamo la frase 
the idea (r) of death  
quello che potrà accadere sarà di sentirla pronunciare con un suono /r/ (assolutamente non presente nella scrittura!) che "si intromette" fra la parola idea e la parola of. Questo suono si genera dal fatto che due parole entrambe terminanti per vocale si trovano vicine, e pertanto si sente il bisogno di legarle con un suono consonantico. 
Lo stesso vale per parole come 

drawing (disegnare)

sawing (segare, tagliare con una sega)

in questo caso sentiremo un suono /r/ prima della desinenza -ing (a "legare" i due suoni vocalici adiacenti)


Mi ci sono voluti anni per venire a capo del rompicapo! sentivo gli inglesi dire qualcosa come "droring" e poi scoprivo che era drawing... ma nei dizionari la "r" non veniva indicata nella fonetica della parola!

Anche qui ci viene in aiuto la BBC, con i suoi workshop di pronuncia:

Intrusive /r/ (BBC Learning English © 2017 BBC)

Ecco, dunque, svelati alcuni misteri della pronuncia britannica. Nella mia personale esperienza la conoscenza di questi aspetti della fonologia mi ha aiutato molto per migliorare la mia capacità di capire il parlato.



Quindi, mi raccomando... look out for the linking or the intrusive r


11 febbraio 2016

L'ascolto selettivo: ci riproviamo!

Oggi riprendiamo il post dell'8 febbraio e ci dedichiamo ad un altro breve ascolto (29 secondi), sempre con l'obiettivo di cogliere singole parole nel flusso del discorso. Vedremo come questi brevi esercizi sono una miniera di informazioni per imparare la corretta pronuncia di alcuni vocaboli o per correggere eventuali pronunce sbagliate! 

In questo breve estratto da un notiziario della BBC incontreremo infatti una delle parole la cui pronuncia mi capita più spesso di correggere! E ricordo all'inizio della mia carriera una collega con molta esperienza che si lamentava di come gli studenti continuassero a sbagliare la pronuncia di questo termine apparentemente così facile, perché molto simile all'italiano... o chissà, forse il problema sta proprio lì! Qual è la parola misteriosa? Beh... arrivate fino alla fine del post e lo scoprirete!

Partiamo con il link all'episodio di News Report dal sito della BBC Learning English. Mi raccomando... inizialmente dovrete leggere solo il titolo!

BBC News Report (9/02/16)

Letto il titolo? Benissimo! Allora vediamo già che troveremo i termini "violence", "streets" e "Hong Kong". Ricordate la regola d'oro: mantenete un atteggiamento curioso e dubbioso... e non date mai nulla per scontato! Dopo tanti anni, l'inglese non ha ancora smesso di stupirmi! 

Cosa sapete della notizia? Che vocaboli vi aspettate di dover "cacciare"? Beh... probabilmente il corrispondente inglese di "studenti", "polizia", "poliziotto", "manifestanti", "venditori ambulanti", "feriti". Conoscete già le parole in inglese? Benissimo, la vostra caccia sarà facilitata. No idea? Ancor meglio, vi aspetta una caccia emozionante e ricca di scoperte!

Allora, adesso potete ritornare alla pagina della BBC ed effettuare un primo ascolto (se siete a un livello elementare leggete pure il testo in contemporanea - sotto Step 3: Transcript - altrimenti provate prima senza).
Qualche idea? Si?! Benissimo, ascoltate ancora una o due volte per verificarla!
Buio totale?! Niente paura, effettuate un paio di ascolti leggendo il testo e poi passate alla parte finale del post per le "soluzioni".

Ed eccoci dunque: oggi abbiamo sentito i termini "police", "protestors" (manifestanti), "officers" (agente), "street vendors" (venditori ambulanti), "were hurt" (sono stati feriti).

Per chi volesse imparare altri termini, troviamo "batons" (manganelli), "pepper spray" (spray al pepe), "arrests" (arresti). 

E la parola la cui pronuncia capita così spesso di correggere?

Proprio così... "police"! Ascoltate attentamente dove cade l'accento in inglese! 
/pəˈliːs/: l'apostrofo che precede la "l" segnala che l'accento cade sulla
vocale successiva (la "i:") e dunque sulla seconda sillaba. Molto spesso gli studenti pronunciano la parola inglese con l'accento sbagliato (sulla prima sillaba) e sembra davvero un errore molto radicato.

A questo punto, non vi resta che riascoltare di nuovo il brano un'ultima volta, ripetendo magari i termini su cui vi siete concentrati per fissare la pronuncia.
Al prossimo post, e keep up the good work!




8 febbraio 2016

L'ascolto selettivo: partiamo da singole parole

Oggi vi propongo un'attivitá di ascolto che vi permetterá di sviluppare un'abilitá molto importante in una lingua straniera: l'ascolto selettivo. Si tratterá di abituarsi a distinguere nel flusso del parlato solo alcune parole, inizialmente le piú facilmente individuabili.

Per questa attivitá scegliamo la rubrica "News Report" dal sito BBC Learning English: si tratta di brevi ascolti tratti da notiziari originali della BBC. Come prima attivitá di ascolto hanno una serie di vantaggi:

1. Riguardano argomenti che conosciamo giá, saremo dunque in grado di prevedere il contenuto generale e dunque di fare anche previsioni sui vocaboli specifici che probabilmente sentiremo.
2. Sono molto brevi, dunque ci permetteranno di rimanere al massimo livello di concentrazione durante tutta la durata dell'ascolto, e di riascoltare anche piú volte lo stesso brano per abituarci ai suoni e al ritmo dell'inglese.
3. Usano una lingua standard, lineare e precisa (non ci sono esitazioni, ripetizioni e correzioni tipiche invece della conversazione spontanea). Questo ci renderá piú facile isolare singoli elementi.

Lavoriamo su un singolo episodio per mettere a fuoco il metodo di lavoro:


Sono 30 secondi di ascolto... Ma per il momento saranno piú che sufficienti! Quanti di voi si sentono giá abbastanza sicuri possono seguire le istruzioni proposte dal sito, che suddivide l'attivitá in 3 steps. Per chi invece é alle prime armi vediamo come procedere.

Fase 1: leggiamo il titolo per capire di quale argomento sentiremo parlare. 

Fase 2: richiamiamo alla mente quello che giá conosciamo sull'argomento e prevediamo quali vocaboli potremmo incontrare. In questo caso ci aspetteremo di sentire i corrispondenti inglesi di "virus", "Brasile", "Olimpiadi", "donne incinta", "rischio", "salute", "atleti"... A questo punto saremo pronti per il nostro ascolto selettivo: il nostro obiettivo non sará dunque quello di capire il significato globale del messaggio, ma solo quello di cogliere alcuni termini specifici. 

Fase 3: a questo punto ascoltiamo una o piú volte (a questo punto vi sará molto chiaro il vantaggio rappresentato dalla breve durata del brano!) concentrandoci solo sui vocaboli che  stavamo cercando o che comunque siamo stati in grado di isolare. Regola d'oro: l'attivitá non deve MAI risultare frustrante! Dobbiamo riuscire a fare in modo che sia un'attivitá stimolante (una sfida con noi stessi) ma non dobbiamo demoralizzarci! Eventualmente saltate subito alla fase 4!

Fase 4: Andiamo a leggere la trascrizione (Step 3 nell'attivitá online). A questo punto potremo confermare le nostre ipotesi (e che soddisfazione!) ed eventualmente soffermarci su altri termini che siamo in grado di riconoscere. Come previsto troveremo: Brazil, Olympic Games, Rio, World Health Organization, Zika virus, pregnant women (donne incinta).

Fase 5: ascoltiamo un'ultima volta. A questo punto dovremmo riuscire a individuare chiaramente i termini su cui ci siamo concentrati. Sarebbe utile anche ripeterli una/due volte per memorizzarne la pronuncia in modo attivo.

E' importante avere pazienza e capire che ci vuole tempo! L'importante é concentrarsi su ció che abbiamo imparato di nuovo! Se anche fosse 1 sola parola é giá un risultato! Ricordate: l'apprendimento di una lingua straniera é graduale! Non abbiate fretta! Al prossimo post!

6 febbraio 2016

Ascoltare... è così che è iniziato tutto!

Avete mai pensato a quanto complesso sia l'uso del linguaggio, e a come tutti abbiamo imparato a parlare ben prima di andare a scuola? Alla prima occasione provate ad ascoltare dei bambini di quattro o cinque anni: scoprirete che sanno esprimersi in maniera a volte sorprendentemente precisa! E vi troverete a sorridere divertiti di certi loro errori...

Ad un certo punto, per esempio, mio figlio aveva deciso di usare "aprito" come participio passato di "aprire"! Eppure, pensateci... non aveva poi tutti i torti! In fin dei conti diciamo "dormito" (da dormire) e "sentito" (da sentire) e dunque perché "aprito" non dovrebbe funzionare altrettanto bene?! Certo, la forma corretta è "aperto", ma mio figlio in realtà stava semplicemente generalizzando una regola che aveva colto intuitivamente ascoltando le persone parlare.

Noi possediamo dei meccanismi innati che ci portano ad apprendere il linguaggio. E' grazie a queste nostre capacità che riusciamo a riprodurre i suoni, a cogliere la struttura delle frasi che sentiamo, e poi, in un secondo momento, a riutilizzare in modo personale gli elementi appresi. Questi meccanismi si sono attivati in ognuno di noi nel momento in cui abbiamo iniziato a sentire gli altri parlare! I bambini ascoltano ore di conversazione prima di articolare le prime parole! 

Purtroppo quando impariamo una lingua straniera (nel nostro caso l'inglese) diventa difficile riprodurre quella situazione, dal momento che viviamo in un contesto dove i contatti spontanei con l'inglese sono occasionali. 

Di qui, dunque, l'importanza di dedicare regolarmente del tempo all'ascolto di materiale originale inglese. Con il tempo (ci vuole pazienza!) questa attività ci permetterà non solo di capire l'inglese parlato, ma anche di assimilare pronunce, ritmi, cadenze, vocaboli ed elementi strutturali che ci aiuteranno ad esprimerci in modo naturale ed efficace.

Il primo consiglio che do ai miei studenti è quello di rivedere in inglese film già visti in italiano! Basta avere un DVD, selezionare la lingua inglese e il gioco è fatto! (certo, se siete cultori di film giapponesi potreste avere qualche problema!) Di solito consiglio di partire con i sottotitoli in italiano (non vi serviranno se conoscete i dialoghi del film a memoria!), per poi passare ai sottotitoli in inglese, e fino a togliere i sottotitoli del tutto! In alternativa, usate le opzioni offerte da molti servizi TV o dalla rete stessa per ascoltare il vostro programma preferito in lingua originale. Anche qui sarebbe opportuno conoscere prima le vicende. Un ascolto stressante e frustrante non vi aiuterà: al contrario vi metterà in tensione e questo renderà ancora più difficile capire! 

E' fondamentale l'ascolto (e la visione) siano piacevoli. Altro particolare utile: evitate i film che usano linguaggi molto settoriali o sgrammaticati, perché vi saranno di scarso aiuto per costruirvi una lingua utilizzabile! Scegliete situazioni quotidiane, persone che parlano una lingua il più possibile "pulita". Infine, cercate di ascoltare con costanza: questo darà modo al vostro cervello di "tararsi" sui suoni e sul ritmo dell'inglese. All'inizio avrete la sensazione di non capire nulla, ma con il tempo inizierete a cogliere alcune parole nel flusso della conversazione. Usatele come appigli a cui aggrapparvi per cercare di cogliere anche le parole che vengono prima o dopo e soprattutto pazientate! Ci vuole tempo, ma i risultati arriveranno!

Nei prossimi post seguiranno indicazioni per attività di ascolto più specifiche e didattiche da fare online. Nel frattempo... buona visione!